Viviana Mazzara :: Blog dei contatti
http://www.fininformatica.it/wp/course-hero-e-facebook/ Via l'inesauribile Jane Hart (ma come fa tutti, ma proprio TUTTI, i giorni a trovare qualche novità???), scopro questo Course Hero. Sembra l'ennesimo sistema di scambio appunti e materiali vari tra studenti, per certi versi simile a Studenti.it e altri, con l'ormai consolidato meccanismo di upgrade per cui per poter ...
http://www.fininformatica.it/wp/blog-rimbalzanti/ Una delle più diffuse critiche ai blog (e ai blogger) è la tendenza a rilanciare post da altri blog, piuttosto che proporre contenuti originali. Questa abitudine (effettivamente molto diffusa..) viene vista come un segno dell'auto-referenzialità della blogosfera, una sorta di "parlarsi addosso" circolare e piuttosto inutile. Anche in ...
http://www.ideosfera.org/wp/2008/12/12/software-portatile-per-la  Da qualche tempo sono disponibili numerosi software in forma portatile… che significa? Il software portatile non necessita di installazione, quindi parte semplicemente facendo doppio click sull’eseguibile. Questo porta due evidenti vantaggi immediati: 1) non installando più il software, il sistema operativo windows non si sporca di tutta una serie di operazione che vengono fatte nel momento dell’installazione (ovviamente i sistemi linux sono esclusi da queste problemtiche) 2) possiamo portarci dietro il nostro software preferito all’interno di un pen-drive. Proprio per tale motivo sono nati differenti siti che raccolgono il software disponibile in modalità portatile e lo organizzano per l’utilizzo all’interno del pen drive. Quello che vi presento è un sito italiano, winpenpack, che raccoglie anche un insieme di software per la scuola. Il link è questo: http://www.winpenpack.com/main/download.php?list.203
http://www.fininformatica.it/wp/sorridi-sei-su-facebook/ Facebook è la moda del momento. Quando i grandi quotidiani si mettono a pubblicare le "Grandi guide a..." vuol dire che la marea è ormai montata a sufficienza... Ma come fare ad aumentare il numero degli amici e, soprattutto, ad essere più felici? Semplice, basta ...sorridere ...
http://www.fininformatica.it/wp/balsamiq-studios-italiani-allestero/ Scopro per caso un software davvero unico, geniale, divertente: Balsamiq Mockups. Serve per creare mockup ovvero bozze di interfaccia utente, utilissime in fase di progettazione di un nuovo software o di un sito web. Esistono molti prodotti per realizzare mockup: alcuni, molto costosi e complessi, sono integrati in ...
http://www.fininformatica.it/wp/edublogs-awards-no-thank-you/ It’s time for the Edublogs Awards again, and I still haven’t changed my stance. I’m totally against them, for reasons I shall explain. I wasn’t going to say anything as people who I like and respect …dougbelshaw.com, Dec 2008 I definitely agree! I can write ...
http://www.fininformatica.it/wp/e-se-vi-clonano-il-blog/ Questa ancora non la sapevo... A quanto pare ci sono in giro per la rete dei clonatori di blog: vi copiano completamente il blog e lo ripubblicano con un altro nome.. Mah! Eppure a Erik è successo davvero!
http://www.fininformatica.it/wp/cck08-course-tools-survey/ The Connectivism and Connective Knowledge Online Course (CCK08) is over. First of all, thanks to the excellent facilitators: George Siemens and Stephen Downes! Even though I wasn't an... exemplary student :-) the course has been a good opportunity for my research. As part of ...
http://www.fininformatica.it/wp/the-networked-student/ Un ottimo video di Wendy Drexler, un'insegnante della Florida, che ha seguito il recente corso CCK08. Realizzato come final project del corso, in puro stile CommonCraft, il video spiega i principi fondamentali del connettivismo in cinque minuti. Magnifico lavoro!
http://www.fininformatica.it/wp/intro-opened-2009/ David Wiley ci riprova: l'edizione 2009 del corso Introduction to Open Education è pronta. A Barcellona, David mi aveva anticipato qualcosa sulla nuova impostazione, basata sulla metafora del gioco di ruolo fantasy (un po' alla Dungeon & Dragons). I partecipanti dovranno pertanto scegliersi un ruolo (tra Artigiano, ...
http://www.fininformatica.it/wp/europeana/ Ecco cosa dice oggi il sito di Europeana, il progetto europeo per la creazione di una grande biblioteca digitale: E' un ottimo segnale: evidentemente in Europa un certo interesse per la cultura... C'E'! Ragazzi di Europeana, mettete su un server più performante, vi aspettiamo!
http://www.fininformatica.it/wp/openedtech2008/ Questa settimana ho avuto il privilegio di partecipare ad un evento di altissimo livello, a cura della UOC - Universitat Oberta de Catalunya. L' Open Ed Tech Summit 2008 ha riunito a Barcellona un eccezionale gruppo di esperti e studiosi del mondo della educational technology, provenienti da diversi paesi, ...
http://www.fininformatica.it/wp/cck08-week-8-what-estate-a-digressio I was reading the Pierfranco's post related to terminology issues about the term "estate", as used in the paper by W.H.Dutton. Well, we (in Italy) have another problem. Actually, while reading the paper I was reflecting on the fact that the Italian title of a well-known film by Sidney Lumet ...
http://www.fininformatica.it/wp/cck08-connectivism-at-work/ To me, it's hard to make sense of connectivism as a learning theory. So, since the course started, I often have been searching examples of connectivistic situations in my daily work. Here another little story of daily life connectivism: Background: Since weeks, I'm struggling with the writing of a ...
http://www.fininformatica.it/wp/rss-no-grazie/ Lo sospettavo. Io uso RSS con grande soddisfazione: Google Reader è di fatto il mio centro informativo principale, sia per la professione che per il tempo libero e l'informazione in generale. Tuttavia, parlando con amici e colleghi, spesso ho avuto difficoltà anche solo a spiegare bene di cosa si tratta, ...
http://www.ideosfera.org/wp/2008/10/18/atti-del-v-congresso-annu La SIE-L (società italiana e-learning) dall’8 al 11 febbraio ha svolo il V convegno italiano dal titolo “E-learning tra formazione istituzionale e lifelong learning”
Di seguito gli atti delle conferenze che si sono svolte a Trento.
Elenco alfabetico lavori
- 12 anni di formazione a distanza: dal mastery learning al web 2.0 —
Teresa Di Giovanni, Patrizia Storoni, Giulia Farina, Nicolina Savino
- Abilità e competenze per apprendere e conoscere in rete: un percorso formativo per diventare learners 2.0 —
Maria Elisabetta Cigognini, Maria Chiara Pettenati, Gisella Paoletti
- Ambienti di comunicazione per l’apprendimento formale e informale: analisi delle funzioni d’uso dei diversi ambienti di comunicazione nella Comunità e nel Corso EPICT —
Serena Battigelli, Angela Maria Sugliano
- Applicazione in ambito internazionale del T-learning —
Chiara Sancin, Sara Miani, Francesco Bravetti, Valentina Castello
- Blended Learning e contesti multiculturali: l’esperienza dei corsi di italiano L2 con studenti universitari in mobilità —
Laura Fedeli
- Coaching didattico, matematica, teatro: strumenti online per la diffusione della conoscenza scientifica —
Federica Brambilla, Alberto Colorni, Nicola Padovani
- Come gli insegnanti usano le tecnologie. analisi qualitativa del progetto pionieri —
Egon Gastaldelli, Giovanni Marconato
- Convergenza tra CRM ed e-learning —
Giuseppina Rita Mangione, Michela Solitro, Matteo Gaeta
- Costi e gestione dell’e-learning: modello light dei costi in FAD —
Roberto Stomeo, Antonio Cordella, Antonio Maggiore
- Dall’architettura di progetti e-learning al ruolo dell’Instructional Designer —
Silvia Coletti
- Didattica a distanza, apprendimento collaborativo e orientamento su second life: costi ed opportunità —
Andrea De Lucia, Rita Francese, Ignazio Passero, Genoveffa Tortora
- Diel: uno strumento di sostegno per percorsi di appendimento attivo —
Francesco Di Cerbo, Gabriella Dodero, Paola Forcheri, Giancarlo Succi
- E-learning 2.0 : natura e sviluppo di una comunità. esame di un caso —
Antonio Fini
- E-learning 2.0 per il recupero e il sostegno —
Elisa Spadavecchia
- E-nglish 2.0: l’inglese come “lingua sociale” —
Roberto Di Scala
- Eclipse-e-exams: automatizzazione di un esame in ambiente multipiattaforma —
Paolo Maresca, Sergio Scippacercola
- Educare al “Person-In-Place Centered Design” per formare gli attori dei “Learning place” del futuro —
Carlo Giovannella
- Esperto: sperimentazione di un modello blended nella pubblica amministrazione —
Milena Casagranda, Sara Tomasini
- eSRM — Student Relationship Management —
Luisa Dall’Acqua
- Evoluzione del rapporto con le tecnologie durante un master on line per docenti di italiano —
Teresa Magnaterra
- Formazione come incontro e negoziazione di saperi: un modello applicabile in contesti in presenza e a distanza —
Paola Nicolini, Tamara Lapucci
- Gli ambienti di apprendimento on line, da spazi per la formazione a luoghi per la collaborazione —
Lorella Giannandrea
- Il diritto d’autore e i Learning Objects: risultati di un gruppo di lavoro presso l’Università di Bologna —
Valentina Comba, Maria Elena Turchi
- Il progetto Campus We-Com: l’attitudine degli studenti universitari verso l’innovazione didattica e la creazione di comunità di apprendimento —
Maria Cinque, Claudio Pensieri
- Il testing online: valutazione e certificazione delle competenze linguistiche presso il centro linguistico di ateneo dell’Università “La Tuscia” di Viterbo —
Alba Graziano, Letizia Cinganotto, Alessandra Spadafora, Masha Mattioli, Simona Paris, Pierpaolo Gallo
- Il vino, il bicchiere, il sommelier —
Alessio Ceccherelli, Elena Zizioli
- Insegnante virtuale —
Gaetano Manzulli, Alessandro Salentino
- Insegnare Apprendere Mutare: la blogo-classe va in scena! —
Maria Grazia Fiore, Andreas Robert Formiconi
- Integrare gli strumenti del web 2.0: un laboratorio online —
Susanna Sancassani, Daniela Casiraghi
- Intelligent Learning Environment: ambiente di apprendimento con strumenti di AI a supporto del docente e il tutor —
Attilio Pedrazzoli, Pier Giuseppe Rossi
- Interaction Design nella comunità di pratica degli utilizzatori di packet tracer 5.0 della cisco networking academy —
Giuseppe Cinque, Maria Cinque, Dennis C. Frezzo
- L’approccio web 2.0 e le sue ricadute sulle applicazioni di e-learning: lo sviluppo di un prototipo preliminare per l’apprendimento informale —
Francesco Magagnino
- L’azione WEL: un modello di web enhanced learning per i docenti universitari —
Francesca Puddu, Manuela Repetto, Elisabetta Vallarino
- L’e-learning nella form@zione dei docenti: una sfida possibile —
Luisa Farinati, Mara Masseroni, Marilena Vimercati
- L’e-learning per le PMI italiane: il modello ICE —
Maria Arrigo, Stefania Poli, Mariano Raffaele Rotiroti
- L’esperienza di una didattica innovativa grazie all’e-learning al Liceo ‘Andrea Maffei’ di Riva del Garda —
Stefano Lotti
- L’evoluzione dell’e-learning: l’apprendimento delle abilità —
Giovanni Pascuzzi
- La piattaforma ScuolaViaggi —
Gianluca Tramontana, Nuccia Silvana Pirruccello
- Le funzioni dell’e-tutor in un processo “Problem-Project Based Learning” all’interno di un “Virtual Learning Place” —
Paola Santucci, Simona Scarsella
- Le tecnologie audio a Relazioni Pubbliche online —
Dorella Bellè
- Learning 2.0? —
Carlo Giovannella
- Learning to play: gioco e tecnologie di rete al servizio della didattica universitaria —
Veronica Mobilio
- Mappe e condivisione della conoscenza: il progetto makÒ —
Stefano Penge, Morena Terraschi, Giuseppe Moscato, Maurizio Mazzoneschi
- Modelli di progettazione didattica a confronto: l’esperienza del Master in International e-Learning Management (IeLM) —
Amos Carri, Marco Coinu, Daniele Mela, Silvia Micarelli
- Modelli e strumenti per la valutazione della competenza digitale nella scuola —
Antonio Calvani, Antonio Cartelli, Antonio Fini, Maria Ranieri
- Ontologie finalizzate all’e-learning —
Matteo Gaeta, Giuseppina Rita Mangione, Francesco Orciuoli, Anna Pierri
- Ontologie semantiche per la progettazione di Learning Object e la gestione dei metadata nella produzione di materiale didattico riusabile —
Giovanni Adorni, Diego Brondo, Mauro Coccoli
- Ontology-based video retrieval in a semantic-based learning environment —
Antonella Carbonaro
- Pedagogia e didattica online: le valenze del Blended Learning in contesto universitario —
Beate Weyland, Monica Parricchi
- Per un lessico della lingua speciale dell’e-learning —
Raffaella Bombi
- Philosophical e.argumentation: il web in aiuto degli studenti delle scuole superiori per l’acquisizione delle competenze critiche nell’era delle comunicazioni mediate dalle tecnologie. —
Emilia Fortunata Corsi
- Pluralità di strumenti e-learning per sostenere la didattica —
Enrico Cavalli, Adriana Gnudi, Agostino Lorenzi
- Progettare per dispositivi —
Patrizia Magnoler
- Progettare una comunità di apprendimento online per un insegnamento accademico: potenzialità e limiti di Moodle —
Patrizia Ghislandi, Antonio Mattei
- Progetto Kiro: didattica interattiva ed integrata presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia —
Elena Caldirola, Amedeo Marini
- Promotion of knowledge construction through e-learning tools: an european project on “good practices” —
Elvis Mazzoni, Maria Cristina Matteucci, Carlo Tomasetto, Felice Carugati, Patrizia Selleri, Pietro Gaffuri
- Quali competenze digitali per insegnare al tempo del web 2.0? —
Pierfranco Ravotto, Roberto Bellini
- Raccomandazioni collaborative basate su del.icio.us e altri servizi del web 2.0 in un ambiente di e-learning —
Cinzia Bocchi
- Rodari e il social networking —
Filippo Bruni
- S-vLab: un progetto di ricerca sull’efficienza e sull’efficacia di un laboratorio virtuale nella formazione in ingegneria informatica —
Roberto Laschi, Anna Riccioni
- Semantica: un sistema per l’indicizzazione e il retrieval semantico di Learning Object —
Francesca Cantone, Mario Caropreso, Angelo Chianese, Francesco Ficetola, Vincenzo Moscato
- Strumenti collaborativi, intermodalità e life long learning: dove vanno le innovazioni? —
Marco Recchioni, Valentina Castello, Vittorio Dell’Aiuto, Chiara Sancin
- Tra america e italia: learning activities e Learning Object nel master ielm —
Veronica Mobilio, Elena Valentini
- Un ambiente per la didattica dei corsi universitari di primo livello basato sulla tecnologia eclipse —
Paolo Maresca, Nicola Savino
- Un modello formativo integrato generativo di apprendimento: “blended ricorsivo tridimensionale” —
Piergiuseppe Ellerani
- Un modello per mitigare i rischi della volatilità nei progetti —
Nicola Boffoli, Giovanni Bruno, Danilo Caivano
- Un modello quali-quantitativo per l’analisi della messaggistica: un prototipo per l’Università di Trento —
Patrizia Ghislandi, Luisa Canal, Stefano Silvello, Anna Pedroni, Doris Franceschini
- Un modello semantico di progettazione di contenuti didattici in ambienti di e-learning —
Giovanni Adorni, Mauro Coccoli, Gianni Vercelli, Giuliano Vivanet
- Uno strumento per il tutoring di processo: il monitoraggio delle dinamiche di gruppo nel Master IELM attraverso i test socio-psicometrici —
Massimo Conte
- Verso un ritorno dell’oralità? Un’esperienza di radio online nella scuola primaria —
Lorenzo Cantoni, Alessandra Di Maria, Luca Mazzola
http://www.fininformatica.it/wp/manipolare-i-dati-sul-web/ Uno dei termini ricorrenti, quando si parla del Web 2.0, è mash-up, ovvero il remix di dati provenienti da applicazioni diverse e il loro riuso.
Nei giorni scorsi mi ha colpito un esempio, ovvero: come si fa a passare dalla seguente pagina di Wikipedia, che elenca le principali città della Gran Bretagna,
a questa figura, che riporta gli stessi dati su una mappa di Google Maps?

Questo post di Tony Hirst spiega in modo chiarissimo la tecnica utilizzata, denominata data scraping. I tool utilizzati sono stati, oltre a Wikipedia e Google Maps, Google Docs e Yahoo Pipes.
http://www.fininformatica.it/wp/cck08-week-4-groups-networks-and-col A little premise: I’m following the CCK08 at my own pace.. So I’m still working on week 5 stuff…
I’m very impressed by the Dron & Anderson’s paper on groups, networks and collectives.
The authors succeed to detect the key concepts on which most network technologies are grounded.
While reading, my internal connections lead me to remind a very nice diagram by Scott Wilson. Maybe it’s not so popular as his first one about PLE (the well-known Future VLE graph) but to me this new version is more meaningful.
The new Scott’s diagram shows a three-tier structure, in which I see very well an overlap with the concepts of groups, networks and collectives.
The networked learner belong to all these three types of structures and presumably is going to use a variety of tools.
So, this is my remixed version of the Scott’s diagram, with very simple annotations on groups, networks and collectives:
From right to left, from institutions to individuals, I suppose it is likely to find groups/networks/collectives-oriented tools.
To me, it’s very interesting the middle tier, where I see systems like Elgg, a sort of middleware between institutions and individuals, i.e. between formal and informal learning, i.e. between groups and collectives.
In the perspective of Networked Lifelong Learning (that is the main topic of my PhD..), I guess that this intermediation may be a key point: groups are often too closed and limited, collectives may be dispersive and confusing, networks may fit well.
http://www.fininformatica.it/wp/il-popolo-con-lei/
Gelmini, è nata una stella. Proprio così, altro che grembiuli, maestri unici e otto miliardi di euro di taglio alla scuola pubblica. La giovane ministra della Pubblica Istruzione mette a segno in questo mese il balzo in avanti più consistente,quattro punti (42%) contro i cinque di Tremonti.
Così risulta dall’ennesimo sondaggio…
Probabilmente il 42% di gradimento per un politico è un buon risultato, ma la signora farà meglio a ricordare che ci siamo anche noi: il restante 58% che …non gradisce!!!
E 58 mi pare sia più di 42…
http://www.ideosfera.org/wp/2008/10/12/ubuntu-linux-adesso-siamo 
La prima volta che ho messo le mani sulla tastiera di un computer risale al lontano (almeno per me!) anno di grazia 1983, quando i miei illuminati genitori mi acquistarono un Commodore C64. 
Su quella tastiera ci passai intere giornate, tra giochi e prove di programmazione, in QDOS.
Ho conosciuto le meraviglie di internet, per meglio dire delle BBS, tramite quella che allora di chiamava Agorà telematica… era il 1991. Il computer montava windows 3.1
Da allora posai le mani su molti altri computer, con sistemi operativi sempre microsoft… Windows for Workgroup, Windows 95, 98, 98 SE, ME, Windows NT, 2000, XP e adesso Vista.
Ogni tanto provavo a mettere sù Linux. Ho installato suse linux… ma è rimasto in una partizione, forse perchè la forza dell’abitudine mi portava a fare sempre le stesse cose.
Un mese fa, grazie ad un nuovo pc con processore AMD64, che volevo fa funzionare al top delle sue performance, ho installato ubuntu 8.04… senza altre partizioni. Come sistema unico e principale.
E’ passato solo un mese ma sembra un secolo, con il nuovo S.O. andiamo d’amore e d’accordo, lui mi segue e mi asseconda e, sono arrivato alla conclusione, devo ammettere, che ho perso molto tempo ad effettuare questo passaggio.
Linux, nel mio caso Ubuntu, è molto più performante, affidabile, gestibile, malleabile, sicuro, soddisfacente…(e tutti altri aggettivi che riempirebbero la pagina)… rispetto a tutti i S.O. Windows che ho conosciuto fin d’ora.

E’ un sistema costruito per fare esattamente quello che gli si chiede di fare, senza giri di parole o gingilli vari… anche se il Compiz è come la famosa ciliegina.
A completamento dell’ode a linux, e ad onor di cronaca, ammetto di aver virtual box con XP e un portatile con Vista… ma solo per far cose che in questo momento non ho voglia far fare al nuovo amico Ubuntu (Wine compreso)!
Questo è il mio modestissimo contributo al linuxday del 25 ottobre 2008
http://www.fininformatica.it/wp/matematica-amore-impossibile/ Sono innamorato della matematica.
Che gusti, direte…
Tra l’altro, pare che questa matematica non goda di grande popolarità tra gli studenti.. E vabbè, si sa, l’amore è cieco!
Fin da ragazzo sono stato affascinato dalla essenzialità del segno matematico e dal suo discorso sempre così perfetto, così logico, così lineare, sempre giustificato, motivato, ..dimostrato.
Ricordo ancora bene (ero alle superiori, credo fosse il 1979, sigh, mi fa un po’ impressione scrivere l’anno…) l’emozione di riuscire finalmente a sviluppare per bene un problema di analisi, riuscire a vedere i limiti, le derivate, scoprire il grafico di una funzione con i suoi massimi, minimi, flessi, insomma con “tutte le curve al loro posto” . Mi sembrava di avere finalmente davanti la chiave per capire il mondo.
E’ durata poco: ci siamo presto separati, io e Mate (posso chiamarti così, vero?).
La mia prima (breve e presto interrotta) carriera universitaria non l’ha neanche sfiorata, anche se in seguito il mio lavoro di informatico l’ha a volte incrociata frettolosamente: solo un rapido sguardo e via… niente di più.
Quando, da adulto, ho ripreso gli studi, l’ho un pochino ritrovata, ma forse non era proprio lei, piuttosto qualche amica che le somigliava: con la statistica non ci siamo piaciuti troppo: non è il mio tipo, troppo …secca, a volte anche poco fedele… Con la logica invece è stato un colpo di fulmine: che meraviglia quell’esame di filosofia teoretica che prevedeva un modulo sulla logica proposizionale e l’intelligenza artificiale.
Da allora però mi sono arreso, ho capito che non saremmo mai stati davvero intimi, che avevo forse perso l’occasione tanti anni prima.
Mi sarei accontentato di seguire le sue avventure, senza gelosia, ma con curiosità e rispetto.
Perché Mate ha avuto una vita avventurosa e tanti amanti. E credo che varrebbe la pena di raccontarle, le storie di coloro che almeno un poco l’hanno posseduta: gli immensi greci come Pitagora e Euclide, i cui nomi risuonano ancora nelle aule delle nostre scuole, i medievali come Fibonacci, i rinascimentali come Cartesio e Pascal, e poi Eulero, Gauss e i moderni Hilbert, Frege, Russell, Godel e tanti altri ancora.
Vite intere dedicate a quell’amore spesso devastante: a volte penso a Frege, quando aprì la letterina di Russell che faceva crollare il suo lavoro di una vita… Che forza, però! Impiegò solo pochi giorni per rispondere: «La vostra scoperta della contraddizione mi ha causato la più grande sorpresa e, starei per dire, costernazione, poiché ha scosso la base sulla quale intendevo costruire l’aritmetica». E scusate se è poco!!!
E ancora non riesco a capire come avrà fatto Wiles a sopravvivere al colpo, a riuscire a lavorare ancora un anno alla risoluzione del famigerato ultimo teorema di Fermat, dopo che la sua prima soluzione si rivelò inesatta…
E poi, la vertigine dei paradossi: caro Epimenide di Creta, sapremo mai se mentivi o no? Anche tu sei rimasto prigioniero di questo amore senza tempo…
Però ogni tanto mi torna la voglia di sentirla più vicina, l’inafferrabile amata. Così si spiegano quei pochi titoli nella mia libreria, per lo più testi semplici e di divulgazione come Il teorema del pappagallo, I paradossi dalla A alla Z, L’ultimo teorema di Fermat, Il mago dei numeri, ma anche Godel, Escher e Bach e Il diavolo in cattedra.
Penso spesso al perché la matematica non sia, non dico amata, ma neanche minimamente sopportata, da molti studenti. Forse perché non hanno ancora intravisto questo suo lato avventuroso, epico, appassionante, umano?
E’ possibile insegnare la matematica come un racconto?
(in occasione del Carnevale della Matematica, ottobre 2008)
http://www.ideosfera.org/wp/2008/10/06/rilasciata-la-nuova-versi La software house ARTICULATE è molto conosciuta dai progettisti di e-learning per il software, vincitore di numerosi premi, Presenter.
Articulate presenter è utilizzato per produrre learning object in formato Rapid-elearning, come in questo sito abbiamo più volte descritto.
Da qualche giorno è stata rilasciata la versione 6, formalmente chiamata ‘09, del Presenter e di tutto il pacchetto Articulate Studio. I Software che fanno parte del pacchetto studio, oltre presenter, sono: Engage, quizmaker più un nuovo prodotto dal nome “video encoder”
A prima vista le novità della nuova versione non sono eclatanti… d’altra parte il Presenter svolgeva già bene il proprio lavoro anche nella versione precendente
Da segnalare sicuramente la rinnovata veste grafica, in stile office 2007. Interessante la nuova funzione che consente una navigazione non lineare tra le slide, il branching.
Poi altre cosette che potete trovare qui.
Ultima nota sull’editor audio…nella speranza che l’abbiamo più che migliorato… sistemato
Qui tutti le demo Trial 30 giorni, con funzionalità complete.
http://www.ideosfera.org/wp/2008/10/06/servizi-web-20-per-la-did  La collaborazione in rete si sviluppa anche nella logica e all’insegna dell’integrazione dei servizi esistenti, all’interno di quello che è unanimamente definito web 2.0. Si è cercato, quindi, di fare una semplice classifiicazione delle risorse web disponibili gratuitamente per insegnati e studenti. Partiamo dalle pratiche comunicative che le fasi del processo collaborativo richiedono, queste possono essere così elencate: - condividere
- partecipare
- commentare
- collaborare
- creare
| - diffondere
- classificare
- assemblare
- rielaborare
- aggregare
| - sottoscrivere
- decentrare
- distribuire
- trovare e farsi trovare
| Vediamo quindi i maggiori servizi disponibili, raggruppati per fasi del processo collaborativo. Ovviamente tale rassegna non è esaustiva, vi invitiamo a commentare proponendo altri servizi da inserire in questa lista. http://www.ideosfera.org/wp/2008/10/06/servizi-web-20-per-la-did
http://www.fininformatica.it/wp/cck08-short-paper-1-position-on-conn Well, it ’s time to write the first short paper. I take this assignment as a welcome advice from the facilitators because, despite I found nothing interesting to say regarding the issues of weeks 2 and 3, I now need to verify where I am.. So, my position on connectivism… Easy! I feel literally immersed in connectivism! But it’s a feeling, something “instinctive”, as Andreas says. Perhaps it is natural, since I am a professional in networking, communication, education. It’s easy for me to be connectivist, while I navigate through my RSS feeds, write a post on my blog and comment on some blog friends. I’m a quite skilled user of a lot of technological gizmos that allow me to feel, almost physically, the flow of reticular knowledge to which I feel to belong. But I wonder whether and how that feeling can really become a theory of learning and whether and how this theory can be validated and extended to all. And yet I wonder: should people be aware of connectivism to adapt their behavior to it or is it an implicit theory that works anyway? Thinking back to some principles of connectivism (mostly from Knowing Knowledge) I wonder if these are universal and can be applied in all contexts: for example, I’m pretty sure that the multiplicity of views, which I think is always an element of great importance, is not so well received everywhere. Try entering a strictly hierarchic organization (e.g. the military…) and there you will see that the dissenting views are not so well accepted … Does it mean that in certain contexts learning does not happen? Or that there are context in which connectivism does not work? The ability to learn new things is more important than what we already know: I identify myself in this definition because my life has always been oriented to news, to know more, but I wonder how much this ability to learn is actually determined from what we already know? By reducing the importance of “static” knowledge, maybe we are in danger of losing the ability to access the dynamic one? For schools this is a crucial point: the growing unease of teachers in front of the (often naively) connective learning styles of young people is a proof. Neverthless, schools should give that base on which anyone could build his/her own dynamic learning future paths. More: sharing seems to be another key element of connectivism. But even this is not a universal value: there are areas where the confidentiality and secrecy are more important than attitude to sharing which, in contrast, is not encouraged. Finally, I wonder if connectivism can exist without technology. In fact, social networks have existed since mankind appeared on Earth. The difference nowadays is that technologies can eliminate the barriers of space and time. But at the same time they are creating other kinds of social and cultural obstacles. To what extent therefore does the digital divide affect connectivism? As I write these brief notes I realize that, after all, I have not yet a precise position on connectivism but still many open questions. Perhaps the course will help me to answer, but I feel that it is more likely it will raise more questions instead, as indeed seems to happen to other participants.. Is it another property of connectivism?
http://www.fininformatica.it/wp/capturefox/ CaptureFox è, come si dice in inglese, the ultimate screen capture tool!
Più semplice di così, non saprei immaginarlo!
Si installa come add-on di Firefox (poche decine di Kbyte), dopodichè con due click si può registrare l’intero schermo (anche fuori da Firefox, quindi..) o la sola finestra del browser, audio incluso, con diverse opzioni di qualità audio/video.
Si ottiene un file in formato .avi che si può salvare e rielaborare come si vuole.
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