Fortunato Sorrentino :: Blog

maggio 22, 2007

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Ho partecipato a questo convegno segnalatomi da Giovanni Bonaiuti e poi Antonio Fini mi ha invitato a produrre in LTEever il report che avevo scritto. Lo faccio molto volentieri, naturalmente lieto se ci saranno dei feedback sul tema.

L'annuncio qui http://web.mac.com/arakhne/iWeb/Convegno/Home.html

 Resoconto

Vi propongo un resoconto del Convegno “Il format della Lezione” a cui ho partecipato, a Torino, il 18 Maggio. Argomento: I linguaggi del Web 2.0 per la scuola e il mobile learning (scrittura, audio, video, podcasting). Vedere il programma e le persone nella locandina allegata.

Ve lo propongo in due tempi: 1) un reportage degli eventi 2) un commento personale.

 

Reportage

Una straordinaria affluenza di pubblico, forse oltre 250 persone, studenti, professori, giornalisti, operatori con videocamera, una cosa abbastanza insolita per un convegno specialistico ed una città quieta come Torino.

Sede l’Avogadro, Istituto tecnico antico e molto quotato in città, una sala ben attrezzata per il multimediale, tutti gli oratori presenti (meno il prof. Roncaglia della Tuscia) e, NB, tutti con notebook Apple, la quale è visibilmente il principale sponsor.

 

Segue qui un breve cenno su ogni oratore (v per i migliori).

 

Brugnoli

L’esperienza di creazione di un “radiodramma” (produzione audio) da parte di ragazzi delle elementari, tra scuole distanti. Proposta come esempio di apprendimento cooperativo in rete (via blog, ecc.)

 

Salvatori (UniPisa) v

Docente che spiega i processi (attualmente alquanto artigianali) con cui si può produrre podcasting per lezioni universitarie. Auspica che l’Università si attrezzi per produrre le lezioni con questo metodo e che si apra anche al pubblico esterno. Lamenta che attualmente non c’è nell’Università una decisione istituzionale a proposito di produzione podcasting.

 

Robutti (UniTO)

Parla di una ricerca sulla gestualità nell’apprendimento (è off-topic)

 

Rimoldi (Apple) v

Presenta molto bene il podcasting visto dalla Apple, segnalando i notevoli investimenti della Società: iPod, aggregatori, il repository iTunes, ecc. Riporta Gartner Group che dice che nel 2008 in Europa il 50% di ogni specie di istruzione sarà blended e mobile. Molte citazioni delle Università in USA.

“Grande notizia” per i professori, le scuole e l’Università: con 25.000 euro dati alla Apple ci si può approvvigionare di un sistema/soluzione per produrre e erogare podcasting facilmente ed in grande scala. Lo potranno fare tutti, sarà semplicissimo e si potrà utilizzare per un numero illimitato di volte. Audio, animazioni, video, tutti i mix. Oggi in beta, a Settembre sul mercato. Si chiama Podcast Producer.

 

Perrotta

Parla del fenomeno delle “radio universitarie” un canale new generation, emergente, puramente audio, per un pubblico studentesco. Format molto specifico, partecipativo, palinsesti innovativi, contenuti che mixano tutti i tipi di espressione.

 

Benedetti

Nell’istituto IC Brianza Bollate, molto up-to-date, il podcasting è all’ordine del giorno, ci sono sale e attrezzature, gli studenti sono autori e fruitori, producono tesine multimediali tutto da soli.

 

Pian (IIS Bodoni Paravia) v

Il prof. Pian è guru e persona nota nel giro dei podcasters e ne approfitta per sottolineare il suo approccio iconoclasta e liberatorio alla lezione in presenza. Illustra insieme a tre suoi allievi i vari format con cui si può fare una lezione e “produrla” in podcasting, rivoltando completamente la tradizione. Dove lui insegna, sovente sono gli studenti che fanno lezione e le tesine di fine corso sono produzioni multimediali ( dal talk show, all’intervista, al racconto, alla citazione, ecc) che non hanno nulla a che vedere con fogli scritti e rilegati presentati per essere letti.

Commento

Ho trovato in questo convegno, tutto centrato sul podcasting, delle cose veramente sorprendenti. Circa l’e-learning, a parte qualche fuggevole riferimento di un oratore, nella materia del convegno non vi è stata alcuna relazione all’e-learning e al learning che conosco, cioè quello che si studia al Master di Firenze e che, naturalmente, è il mio background.

Pare questo un mondo dove si tratta di “insegnamento con uso di tecnologie” sì, ma parallelo all’e-learning “classico” e comunque completamente svincolato dal suo linguaggio e background, nonché proprio dalle sue tecnologie (es. piattaforme, authoring tools, ecc), quelle che convenzionalmente si associano all’e-learning. Questo mondo del podcasting viaggia per conto suo molto velocemente nella direzione della più densa multimedialità, in modo libero e con un approccio destrutturato, o meglio: opportunisticamente, dinamicamente strutturato, al volo, secondo contesti transitori. E’ “facile”, si avvantaggia degli strumenti dell’hobbista/geek, tecnologia “leggera”: microfono, fotocamera, videocamera, lettore di mp3, al massimo qualche editor.

Naturalmente non il minimo riferimento a standard e concetti tipo LO, SCO o simili vincoli.

L’imprinting è “radiofonico”, l’ispirazione anche, con sfumature di regia cinematografica. C’è grandissimo entusiasmo, e dal prof. Pian in giù, nessuno sembra porsi alcun problema se non quello di dire: ma come mai non lo facciamo tutti questo podcasting?

E’ meraviglia, dice la prof. Salvatori, che non lo si faccia noi, tutti i prof universitari.  Poi c’è la Apple che spinge a tutto spiano e fornisce strumenti.

Devo dire che l’iPod io non ce l’ho, vengo da un tempo in cui il podcasting lo apprezzavo solo perché potevo sentire sul PC le conferenze americane in differita. Nell’ambito dell’insegnamento non lo avevo mai incontrato prima.

Mi restano quindi, senza una base di esperienza, moltissime domande. OK, c’è un professore che parla 3 quarti d’ora davanti a un microfono e poi c’è uno studente, magari al parco o in autobus che passa 3 quarti d’ora con gli auricolari fissati in testa… E allora?  Mi colpisce il formato erogativo e l’assenza di interazione, la passività del fruitore con l’iPod. E’ poi il video: che resa può avere nella finestrella dell’iPod? A quali campi di conoscenza e di insegnamenti può essere adatto?

Ma certamente ci sono altre considerazioni. Mi ha colpito la rivalutazione della “voce”, della musica, dei jingles, insomma il format audio è a suo modo coinvolgente, evocativo – suoni, rumori, parole…, è certamente qualcosa di diverso dal trovarsi davanti ad una pagina fatta con Lectora.

In conclusione, ho capito che molto non ho capito, ma che questo podcasting è una tendenza marcata nella comunicazione, decisamente da guardare bene e interpretare. C’è qualcuno in LTE/LTEever smaliziato sul podcasting?, mi piacerebbe saperlo.

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Parole chiave: Apple, e-learning, iPod, learning, podcast, podcasting, radio

Inserito da Fortunato Sorrentino | 2 Commento (i)

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