Riccado Rivarola :: Blog dei contatti

novembre 11, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/12/ancora-sull-univer

ma perché tutti devono andare all’Università? C’è chi proprio non è tagliato per studi superiori (che difatti si sono «abbassati» per accoglierlo). Nemmeno è vero, poi, che il lavoro «terziario » dia più felicità. Anzi. Più si moltiplicano gli attestati cartacei che creano alte aspettative, e più creiamo legioni di scontenti senza lavoro, o costretti a un lavoro che considerano indegno del loro rango.


Giovanni Sartori - Corriere della sera - Via Agatimario


Inserito da Lorenz | 4 Commento (i)

novembre 03, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/04/direzioni-da-cambi

Giorni di riforme senza senso, manifestazioni oceaniche, interessi di parte, rivendicazioni illuse contro un futuro sempre più incerto. Eppure, l’impressione è che tra breve rimarrà ben poco, il vociare confuso lascerà  spazio ai soliti - altri- problemi. Prima di tornarci, meglio trattenere un pensiero:


… L’OCSE ha individuato da molti anni nella scuola uno dei principali settori in cui tagliare la spesa pubblica, sulla base di un ragionamento molto semplice: i sistemi scolastici attuali producono troppe persone qualificate rispetto a quelle che sono le esigenze delle moderne società di mercato


… Infatti a cominciare dagli anni settanta, dopo due decenni di crescita, la percentuale di lavori qualificati si è stabilizzata, mentre la scolarità superiore continuava a espandersi.


…Allora viene suggerita una politica che apparentemente affermi una volontà di riforma della scuola, ma che nella sostanza tagli i fondi e lentamente dequalifichi la didattica e trasformi la maggioranza delle scuole in immensi oratori mal gestiti.


Nazione Indiana via -l’immancabile- blog nella didattica



Meglio essere consapevoli, alle prossime proteste, di quanto sia radicale il problema, di quanto sia permanente, di quale sia la sua vera entità.

Inserito da Lorenz | 2 Commento (i)

ottobre 29, 2008

http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=39&title=skypito&

http://www.skypito.com/

Abbiamo già parlato di Skype ma Skypito è una versione per bambini dell'ormai diffusissimo Skype.




La schermata che si apre all'avvio di Skypito.



Questo programma sfrutta la stessa tecnologia impiegata da Skype ed offre una soluzione diversificata dell'interfaccia, più colorata, divertente ed adatta ai bambini. Per funzionare Skypito deve essere avviato anche Skype.





Fate le scelte che preferite ed impostate la password.



Come nella versione originale anche Skypito è arricchito con giochi che vanno dalla battaglia navale agli scacchi. Con questo software, finalmente, i nostri bambini potranno comunicare sul Web in totale tranquillità. Non è permessa alcuna intrusione da parte di sconosciuti che non siano stati prima autorizzati dal tutore (genitore od insegnante). In seguito all'apertura del programma dovremo fare alcune scelte tra le quali impostare una password.









Dall'elenco degli amici possiamo scegliere quelli con i quali far dialogare, chattare o giocare, i nostri figli od alunni.








Il software, da scaricare gratuitamente, è certificato da Skype e per funzionare richiede la preinstallazione di una versione minima (la 1.4) di Skype stesso su sistema operativo Windows 2000 od XP.






Se non sappiamo come iniziare possiamo fare un clic sull'icona dell'aiuto (la terza in basso a sinistra).


La scelta da fare per chattare.




Ecco come si fa a chattare!






Ma con gli amici si può anche giocare!


Buon divertimento!


(rr)






Parole chiave: Software free

Inserito da Riccado Rivarola | 0 Commento (i)

settembre 22, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/22/previsioni-meteo/

Commentare un blog con il quale si è in disaccordo è ritenuto persino insensato; ma se per esempio non siete d’accordo con Ito, è molto più sicuro postare le osservazioni sul vostro blog – “ti ho bloggato” – ma la possibilità che qualcuno come Ito possa rispondere è prossima allo zero. Ecco il limite dei blog. Molti blog eliminano del tutto la possibilità di rispondere, in particolare i diari delle celebrità e i blog degli amministratori delegati, scritti e gestiti da redattori professionisti.


Giacomo mason riporta il libro Zero comments via http://aggiornamento.splinder.com



Le persone cambiano, mutano interessi, talvolta si dedicano ad altro. Qualche sera fa parlavo con Giuseppe Granieri la cui attivita’ di blogger e’ andata ampiamente riducendosi in questi anni. Nel suo entusiasmo di cui mi diceva per le cose nuove che si possono fare “altrove in rete” io vedo solo segnali positivi, ben diversi dalla descrizione della Caporetto attualmente in corso.


Mantellini e le nicchie



E l’elearning? Twitter? Tutti gli altri strumenti? Chissà…

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

settembre 15, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/16/ma-avanti-dove/

A me non sembra tanto intelligente:



  • far pagare i libri scolastici a chi compra un computer o un cellulare. O attiva una connessione Internet. Perchè non un altro settore ? (tipo le partite di calcio: io non le seguo…)

  • pensare di risparmiare pagando i computer invece dei libri di testo

  • non accennare nemmeno alle disparità che si potrebbero verificare tra gli studenti (il mio computer si accende dopo 10 minuti, non ho MS Office, mi manca il dizionario di inglese…)

  • non accennare nemmeno alla questione didattica (ma lo facciamo solo per risparmiare?)


Ma forse la proposta qualche lato interessante ce l’ha. Magari in questo modo molti insegnanti si accorgono che esistono le Open Education Resources, risorse didattiche gratuite che possono migliorare grazie al lavoro di tutti. Così non comprano più i libri dagli editori.


Chi è causa del proprio mal….


PS


Se dovesse passare la proposta consiglio di iniziare da Wikijunior:World at work, un affascinante viaggio tra i lavoratori del mondo. :)

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

settembre 14, 2008

Sapevo solo che doveva essere bianco, lungo e vaporoso: volevo crearlo proprio in questo modo il mio primo abito da sposa in Second Life...E così, armata di pazienza, ho provato prima a disegnarlo su carta, proprio come fanno le stiliste vere: la canottiera, l’intimo, il corpino, la sottogonna, la gonna, il velo, i guanti lunghi! La seconda fase è stata quella della fase operativa vera e propria con una texture di prova e, vi assicuro, che per una principiante non è semplicissimo: non ho programmi di grafica specializzata perciò ho cercato degli abiti full perm che ho modificato qua e là: la gonna di uno, il corpino di un altro...con i pulsanti del programma stesso, poi, si possono cambiare molte cose personalizzando scollatura ed orlo dell’abito, lunghezza dei guanti e delle maniche.La cosa che mi ha tenuta occupata per più giorni, però, è stata la texture definitiva perchè da quella dipende la riuscita o meno del modello. Dopo varie prove, ho deciso per una stoffa semplice e liscia per gli indumenti base ed una tutta di pizzo bianco per il vestito vero e proprio. Il risultato? Spettacolare, almeno per me!

Ora produco abiti da sposa classici di vario tipo e modelli eleganti di abiti da cerimonia: nell’attesa di fare una sfilata di moda virtuale per avatar, venite a trovarmi!

Parole chiave: 3D, abiti, boutique, Second Life, virtualità

Inserito da Stefania Giorello | 2 Commento (i)

settembre 12, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/13/edere-e-boschi/

Non mi sono iscritto a CCK08, perchè onestamente non mi sembrava di avere tempo. Pensavo ad un rientro dalle ferie - brevissime tra l’altro- drammatico. E poi sono anche un pò allergico  alle iscrizioni e agli impegni che esse comportano. Mi angustia, l’idea di non poterli rispettare. Comunque, memore del corso precedente - a cui ovviamente non mi ero iscritto - so che anche se non ti iscrivi, qualcosa lo puoi sempre fare, a seconda di impegni ed interessi. Questo un -brevissimo - contributo alla week one.


***


Ho sempre immaginato l’apprendimento come ad una pianta. Più in particolare, come un’edera, che cresce cercando gli appigli attorno a se: più appigli ci sono più la pianta è solida, più può continuare a crescere. Così, leggendo questo post - Does learning Grow or is it build? - non posso fare a meno di piegare verso la prima ipotesi.


Tuttavia, non avevo mai pensato come questa metafora potesse uscire dalla sfera personale - io, il mio apprendimento - e riversarsi all’esterno - le persone che conosco, il mio network -. Improvvisamente mi è più chiaro il isignificato della parola “connectivism”, e inizio ad immaginare quali prospettive potrebbe avere.


If you’re connecting it to existing knowledge, isn’t that sort of like a new branch growing from an existing tree?


Penso: come sono arrivato a tutto questo? Forse ci sono arrivato proprio come ne ha parlato Andreas, passeggiando in mezzo al bosco. Bravo Andreas, un immagine veramente bellissima!

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

settembre 10, 2008

Non so perché, ma il mio RSS non funziona...

Provo a sottoporre allora il link dei miei video (anche l'embed fallisce) che ho fatto per illustrare Second Life - a 5 anni dalla nascita - attraverso la playlist inserita in YouTube.

 

Nel caso qualcuno si colleghi, non mi dica:

 

1) che sono  in ritardo

2) che sono incompleto

3) che non sono chiaro

LO SO...

ma ammetterà che ho cercato di essere breve, e che sono in italiano... almeno spero.

 

Detto questo, ogni critica è gradita.

Parole chiave: 3D, formazione, mondi virtuali, Second Life, video. film, virtualization

Inserito da Romolo Pranzetti | 0 Commento (i)

settembre 08, 2008

Con un po' di ritardo... ecco i risultati del sondaggio tra gli utenti dello scorso luglio.

Ho preparato un documento riepilogativo con alcune prime riflessioni [Non hai i permessi sifficienti per accedere a questo file] ma è disponibile anche un file Excel con il dettaglio di tutte le risposte (ovviamente anonime) [Non hai i permessi sifficienti per accedere a questo file]. Infine, è online anche il testo completo del sondaggio [Non hai i permessi sifficienti per accedere a questo file].

Spero che questi dati possano stimolare ulteriormente la discussione sul ruolo e le prospettive di LTEver!

 

Parole chiave: LTEver, risultati, sondaggio

Inserito da Antonio Fini @ News | 8 Commento (i)

settembre 07, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/07/buon-cck08-a-tutti

Dopo la prima settimana di riscaldamento, lunedì parte il corso Connectivism & connective knowledge“. 1400 partecipanti da tutto il mondo, completamente gratuito, diretto da George Siemens e Stephen Downes: nel suo genere, un evento unico ed eccezionale, di sicuro da ricordare. Anche l’Italia sarà presente: una delegazione della community Ltever ci terrà aggiornati sul procedere del corso: buon lavoro ragazzi!

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

agosto 29, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/29/e-tu-quali-applica

Dopo l’elenco di Zaidlearn, anche Stephen Downes ha stilato la lista di applicativi che utilizza. O forse sarebbe meglio dire non utilizza, visto che critica la maggior parte delle applicazioni oggi più diffuse. Da Gmail fino a Delicious, con in mezzo Google Reader, Ning e Moodle, nessuno viene risparmiato.


I motivi?


Vari e eterogenei, anche se in linea generale traspare una certa diffidenza nell’affidarsi a servizi terzi, gestiti da aziende i cui interessi potrebbero prima o poi contrastare con quelli dell’utente.


Certo, seguire le idee di Downes è difficile, se non impossibile per la maggior parte degli utenti. E non potrebbe essere altrimenti: lui, i software se li programma da solo. Ma qualche ragione ce l’ha, e personalmente mi vengono i brividi a pensare allo strapotere di google, che controlla molti degli applicativi che utilizzo tutti i giorni.


PS:


Ironico il motivo che giustifica il non utilizzo di Moodle: “Non sono una persona da LMS”


Link:


Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

agosto 25, 2008

Il corso online sul connettivismo (by George Siemens e Stephen Downes) sta per iniziare. Si annuncia come un vero e proprio evento, con più di mille partecipanti, worldwide.

E' stato costituito (informalmente, of course..), un gruppo italiano dei corsisti, per supporto collaborazione sul corso, in italiano.

Il gruppo, tra gli altri "luoghi", è basato anche su una comunità interna a LTEver.

Chi è già membro di LTEver, può semplicemente unirsi alla comunità CCK08.

Per gli interessati che non fossero ancora utenti di LTEver,  ..basta una email :-) per ricevere l'invito ad associarsi! E' tutto gratis, niente paura ;-)

 

Parole chiave: cck08

Inserito da Antonio Fini @ News | 0 Commento (i)

agosto 22, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/22/cathy-moore-e-i-le

imageCome migliorare la progettazione dei corsi e-learning. Questo il tema della video intervista di Clive Shepard a Cathy Moore. E i suoi non sono di certo consigli da poco: il blog di Cathy, Making Change, è sicuramente uno dei blog più interessanti che riguardano la progettazione di courseware e Learning Object,una boccata d’aria fresca in un panorama rigido e stantio come quello dell’elearning per le aziende. In modo coinvolgente e originale, Cathy mostra come utilizzare in modo corretto learning object e courseware, indicando diversi principi e regole da rispettare.

Ma quali sono questi principi? Rispetto al blog, la video intervista ha il vantaggio di affrontarli in modo organico e sistematico. Vediamo in sintesi i più importanti.

1. LMS: questo è il problema


Chissà, forse molti storceranno il naso di fronte a questa osservazione. Ma  Cathy risolve la questione con una metafora azzeccata (e divertente):


if you have a hammer everything start looking like a nail


if you have a LMS every solution start looking like should be a course



Già, perchè rispetto al solito corso, spesso è più utile un sito web di supporto, uno spazio nella intranet aziendale, un’email o un workshop.

2. Distinguere le informazioni.

Ci sono informazioni e informazioni: non tutte devono essere inserite all’interno del corso. Meglio limitare il corso alle informazioni essenziali, rendendolo così più efficace. Le altre, possono essere contenute nella intranet aziendale, in modo da poter essere consultate in modo rapido e sicuro, magari all’interno dell’intranet aziendale. Stranamente questa idea è poco gradita a responsabili e committenti.

3. Dare più fiducia agli utenti.

Continuando il punto precedente, spesso, dopo aver inserito tutte le informazioni immaginabili, si blocca la navigazione del corso, così da costringere gli utenti a seguire l’intero corso. Annoiando ancora di più chi apprende. Incisiva l’idea di Cathy:


better learner are smart



Formare del resto, non significa programmare il cervello di chi apprende.

 

Per saperne di più:

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

agosto 20, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/20/apprendere-online/

A domanda, risposta: logica semplice e piana che produce questa sequenza di strumenti, con intenti più o meno didattici, sicuramente gratuiti. Molti li conoscete già, magari qualcuno vi manca.


 


101 Free Learning Tools
View SlideShare presentation or Upload your own. (tags: teaching thinking)

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

agosto 13, 2008

Uno dei limiti di Second Life era quello che gli ambienti faticosamente realizzati rimanevano circoscritti alla cerchia di pochi utenti, che si sobbarcavano la fatica di scaricare, configurare un client ricco ma piuttosto complesso. Forse siamo alla vigilia del superamento di questo limite, con il progetto OpenSim.

Intanto abbiamo assistito alla trasmigrazione di un Avatar da un ambiente all'altro. E appaiono le premesse per accedere ai mondi di OpenSim attraverso SecondLife e viceversa.

Credo che ciò sia molto proficuo per il mondo della formazione.

 

 

Parole chiave: education, opensim, school, scuola3d, Second Life, virtual worlds

Inserito da Romolo Pranzetti | 0 Commento (i)

agosto 09, 2008

Un caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno risposto al sondaggio.

Ancora qualche giorno di pazienza per i risultati... :-)

Parole chiave: LTEver, sondaggio

Inserito da Antonio Fini @ News | 0 Commento (i)

Un piccolo ritocco alla home page di LTEver: abbiamo inserito le news!

Le news rappresentano un canale attraverso il quale gli amministratori potranno mettere in evidenza novità e segnalazioni importanti. E' naturalmente disponibile un feed RSS dedicato. Inoltre ognuno potrà commentare i post inseriti tra le news.

Parole chiave: ltever, newsletter

Inserito da Antonio Fini @ News | 0 Commento (i)

agosto 06, 2008

http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=39&title=pixton&m

http://www.pixton.com/home

Oggi, con questo nuovo post, proseguiamo col presentarvi Pixton. Ancora Web 2.0, ancora applicazioni on line, ancora fumetti o cartoni animati.


Perché abbiamo deciso di parlarvi di Pixton?


Quanti sono i bambini che hanno difficoltà a disegnare? Diamo sempre, ai nostri alunni, i giusti spazi perché possano fare i loro disegni? Non desideriamo aprire le giuste riflessioni in proposito ma solamente suggerirvi l'uso di questa applicazione.


Pixton, mette a disposizione molti personaggi, ambienti, oggetti, che si possono modificare e che possono essere inseriti nel nostro fumetto. Possiamo cambiare sia la posizione che l’aspetto di ogni oggetto.


Un servizio gratuito per liberare la propria creatività.



Il bello di Pixton è che possiamo condividere il fumetto che abbiamo creato, possiamo dare una valutazione e commentare il fumetto realizzato dagli altri. Cosa possiamo volere di più?


Ma vediamo i passaggi che dobbiamo seguire:


  


La home page



Dopo esserci collegati al sito dovremo registrarci facendo un clic sulla voce "Registrati" che si trova in alto a destra.



Il riquadro dove inserire i dati del nostro Account.



Nei campi che appaiono dovremo inserire un nik (soprannome) od un identificativo, la nostra data di nascita, la lingua, un indirizzo e-mail valido. Fatto questo faciamo un clic su "Sign up".


Riceveremo una e-mail con un apposito link. Facciamo un clic sul link!



Inserimento della password.



Verremo riportati ad una nuova pagina dove dovremo inserire la password utile per i futuri accessi. Facciamo bene attenzione ad utilizzare o meno il tasto delle maiuscole, salviamola ed usiamone una che ci ricorderemo facilmente in futuro.



La pagina che ci avisa che non abbiamo realizzato alcun fumetto.



Una volta entrati ci apparirà una pagina che ci avvisa, giustamente, che non abbiamo creato alcun fumetto.



Il riquadro per la creazione del fumetto.



Facciamo un clic sul pulsante "Creare".



Scegliamo il modello!



Scegliamo il modello che preferiamo tra quelli disponibili.



La pagina dei personaggi.



Scegliamo il personaggio che più si avvicina a noi od a quello che più ci piace.



La pagina dove costruire il nostro fumetto.



Avviciniamo il cursone sulla nuvoletta e, facendo un doppio clic, con il tasto sinistro del mouse, scriviamo quello che desideriamo. Proseguiamo così per tutte le vignette.



I comandi per cambiare il set.



Se facciamo un clic sulla piccola montagna, potremo aggiungere o cambiare lo sfondo alle nostre vignette. A disposizione abbiamo anche lo zoom sulla destra.



Aggiungiamo le informazioni.



Al termine dovremo inserire altre informazioni (categoria, tag, lingua... indirizzi e-mail di amici) prima di completare il salvataggio. Subito dopo facciamo un clic sul pulsante "Submit" (inoltra).



Il risultato finale.



Ed ecco il risultato finale. Carino no?


(rr)

Parole chiave: Software free

Inserito da Riccado Rivarola | 0 Commento (i)

luglio 30, 2008

Alla fine ci sono riuscita! Nel mio pezzo di minuscolo terreno, ho costruito la mia boutique di abiti eleganti e da sposa. E’ stato un lavoro impegnativo che mi ha vista progettatrice dello spazio a disposizione, giardiniera nello scegliere fiori e piante adatte, architetta nel costruire i piani d’esposizione e commerciante nello scegliere gli abiti adatti alla vendita al pubblico. Tutto ciò tenendo conto del limitato spazio a disposizione, dei pochi prim concessi e dell’esiguo denaro in dotazione perchè anche in Second Life i linden non si possono sprecare! L’area del negozio è divisa in due parti: da un lato è presente un’area di accoglienza con alberi, piante ed una panchina dove ci si può sedere: il tutto con ampio spazio per provare gli abiti; nella seconda parte, invece, è presente la vera e propria area di vendita con espositori di abiti ed un grande angolo con accessori, scarpe e gioielli free. Gli abiti sono sia eleganti nelle tonalità pastello che da sposa in stile e tessuto classico e tutti quanti sono a prezzi...popolari e competitivi. Ho anche iniziato a farne di miei ed anche questi sono a prezzi assolutamente abbordabili per ogni avatar che desideri essere elegante...proprio come vorrei che fosse nella vita reale.Se volete venirmi a trovare anche solo per fare una passeggiatina l’indirizzo è:  http://slurl.com/secondlife/Nessie/177/25/58

Parole chiave: boutique, linden, prim, Second Life, virtualità

Inserito da Stefania Giorello | 0 Commento (i)

luglio 25, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/07/25/a-che-cosa-serve-l

Una semplice risposta.





The video above is an excellent illustration of some key points concerning instructional design.  Imagine the video was the content of an elearning course.  There’s a lot of information and a lot going.  If you sat the learner down in front of the video and offered no guidance, who knows what they’d focus on? 


Tom Kuhlmann - What Everybody Ought to Know About Instructional Design



Per approfondire…


Rapid e-learning blog

Inserito da Lorenz | 0 Commento (i)

luglio 23, 2008

Nel corso di quest’anno scolastico, ho sperimentato nelle mie due classi di scuola media, una radio su server.

Il progetto, nato per caso, ha visto coinvolte due seconde della Scuola Media Statale di Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, dove insegno, insieme a tre classi della Scuola Media di Roccaromana, in provincia di Caserta, grazie soprattutto all’impegno del mio collega, il Professor Giuseppe Landolfi, che qui desidero citare e ringraziare.

E’ nata, così, “Radio Frastorna, la radio che ti aggiorna”, ed ha visto impegnati settimanalmente un discreto numero di allievi per tutto l’anno scolastico.

I contenuti sono stati i più vari: si è parlato di sport, di amicizia, di scuola, ma anche di musica e, giustamente, di computer. I ragazzi hanno lavorato in gruppo ed individualmente, a seconda delle occasioni, preparando in classe i contenuti e poi registrandoli in aula di informatica in formato mp3 con il programma Audacity. I contenuti sono stati generalmente registrati in italiano, ma moltissimi, grazie ai numerosi stranieri presenti soprattutto nelle mie classi, sono anche stati quelli proposti nella doppia lingua: italiano/francese, italiano/inglese, italiano/ arabo, italiano/ spagnolo ed anche un italiano/russo!

I ragazzi hanno lavorato tutti molto bene ed anche quelli con qualche difficoltà si sono dimostrati interessati ed anzi, anche valorizzati da questo lavoro, tanto che, al termine della scuola, è stata organizzata una serata per i genitori, gestita interamente dai ragazzi stessi, che hanno presentato il lavoro svolto durante l’anno sia per la radio che come programma di informatica.

Insomma, un grande successo per un grande lavoro.  

Parole chiave: classe, frastorna, informatica, radio

Inserito da Stefania Giorello | 0 Commento (i)

luglio 18, 2008

http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=39&title=pikikids

http://www.pikikids.com/

Nell'era del Web 2.0 continuano a cresere i servizi, le applicazioni e le piattaforme on line.


Pikikids è una di queste dedicata ai più piccoli.


Grazie a questa applicazione i nostri alunni potranno creare fotoromanzi e fumetti on line.


Questo servizio stimola la creatività. Le immagini, i propri disegni, le foto possono essere personalizzate caricandole ed arricchendole con del testo, utilizzando le nuvolette, le scritte in stile fumetto, già pronte, od altre figure disponibili.






Iniziamo con la scelta della struttura del nostro fumetto.



 


Per poter utilizzare Pikikids dovremo prima registrarci inserendo un Nik, una password ed un indirizzo e-mail.


Iniziamo con lo scegliere la struttura del nostro fumetto o della nostra storia.


In questo modo i bambini saranno coinvolti e sperimenteranno tutta la loro fantasia, nel creare storie e nell’usare delle scritte colorate. Il sito ha una grafica accattivante e multicolore capace di attirare e coinvolgere ogni bambino.




 


Inseriamo, se lo desideriamo, delle cornici, ingrandiamo i loro margini e scegliamo il colore che preferiamo o che ci sembra più adatto.


Per proseguire facciamo un clic sulla scritta che si trova in fondo alla pagina: "Continue to step 3".



Ogni immagine o foto ha un proprio titolo, il nome dell’utente che l’ha aggiunta, una votazione (secondo le preferenze espresse). Inoltre è possibile lasciare dei commenti.






 


Proseguendo ci apparirà una finestra più piccola che ci da dei suggerimenti e ci specifica, in lingua inglese, che cosa possiamo fare. Leggiamola oppure chiudiamola e proseguiamo.


Tutti i fumetti e le storie create da ogni utente vanno ad arricchire una galleria dove si possono vedere alcuni lavori davvero curiosi e divertenti.


Nell'era della condivisione questo è il minimo che può accadere!





 


Adesso siamo giunti alla pagina dove possiamo inserire le nostre immagini (meglio se dei disegni elaborati dai nostri alunni).


Tramite i pulsanti disponibili scegliamo, per primo, il pannello da usare (select panel to edit), scegliamo il disegno da aggimgere in quel pannello (tramite il pulsante sfoglia), aggiungiamo le eventuali nuvolette.


Appena ne aggiungiamo una, nella parte sottostante della pagina apparirà un piccolo editor di testo.


 





 


Facciamo prima noi delle prove. Appena pronti potremo gustarci un'anteprima del lavoro svolto (noi abbiamo fatto una semplice e veloce prova).


 





 


Subito dopo potremo aggiungere un titolo ed una descrizione della nostra storia e salvarla on line.


 


 





 


Nell'ultima pagina appariranno diverse opzioni, utili e divertenti. Potremo inviare il lavoro tramite e-mail, vederlo a grandezza naturale, cancellarlo, tornare all'editor per eventuali modifiche oppure fare il download dell'immagine finale per salvarla sul nostro computer o su quello della scuola.


 





 


Non per ultima è presente una ghiotta possibilità... quella di poter copiare del codice, in linguaggio html, per poterlo aggiungere ad una nostra pagina Internet, magari sul sito della scuola.


Pubblicizziamo il lavoro realizzato dai bambini, ne invogliaremo altri a seguire la nostra esperienza, divulgheremo l'uso di questa applicazione veramente utile e divertente.





Buon divertimento!


(rr)

Parole chiave: Software free

Inserito da Riccado Rivarola | 0 Commento (i)

luglio 10, 2008

http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=39&title=zaidlear

ZaidLearn ha rilasciato, finalmente, una bella lista di risorse free per l'educazione (Vi suggeriamo di tradurre la pagina in italiano).


Il logo di ZaidLearn


Ma prima di venire bloccati da tonnellate di materiali e link sul libero apprendimento, esistono vari punti di partenza per trovare e saperne di più su OER e Ocw 


 


Open Educational Resources


OpenCourseWare


 


Free Learning Content?



I diversi link sono divisi (solo nella parte iniziale) per:



  • Ricerca

  • directories

  • comunità

  • news


L'autore riporta: "Perché iniziare a raccogliere Bookmarking (segnalibri) di contenuti gratuiti, per i quali dobbiamo iniziare da zero, quando ci sono grandi persone là fuori che hanno già raccolto incredibili Ocw - collezioni tutte da esplorare (gratuite)?"


Seguono altri link sorprendenti (Ocw collezioni speciali).


Se proseguiamo con lo scorrimento della pagina troveremo link di  Ocw, relativi ai contenuti in base al Paese, all'Università, ai canali di You tube, ai podcast, divisi tra:



  • Stati Uniti

  • Europa

  • Asia

  • Sud America


Sono presenti anche dei servizi affiliati di traduzione in altre lingue (spagnolo, cinese, tailandese, portoghese).


Seguono ulteriori link dal contenuto altamente utile ed educativo (vedi Wikipedia , Apple Learning Interchange, Wikinews e tanti altri).


I link successivi sono quelli dell'istruzione (uno dei vari è: TeacherTube

Online community for sharing instructional videos. Comunità online per la condivisione di video istruttivi) e della scienza, scienze umane e sociali, matematica, informazione tecnologica, libri di testo, digital media, canali You tube.



WOW! Where to start! (Riporta, in originale, il testo). Da dove cominciare?


Noi ci auguriamo, come gli stessi autori, che ci possa servire quale punto di partenza. 


L'autore riporta che: "Se non vado errato, ci vorrebbero circa 754 anni per digerire tutte le risorse attualmente collegate. Tuttavia... con diversi "se" (aggiungiamo noi) il tutto potrà essere fruibile in meno di 24 ore. 


Proviamoci!!!


Fino a quando non esploriamo, non riusciremo mai a sapere! 


Buon divertimento/apprendimento!


(rr)


 




Parole chiave: Software free

Inserito da Riccado Rivarola | 0 Commento (i)

luglio 01, 2008

http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=39&title=lotus_sy

http://symphony.lotus.com/software/lotus/symphony/home.jspa

Star Office, Open Office, servizi on-line... quante scelte ma... non finiscono qui!


Lotus simphony è l'ennesima suite di programmi che possono essere usati per la Scuola o per uso personale... senza alcuna spesa. Esattamente sono tre i programmi disponibili: un elaboratore di testi, un programma per i fogli elettronici ed uno per realizzare delle presentazioni.




La finestra dalla quale poter scaricare la suite.




Una volta collegati al seguente link: http://symphony.lotus.com/software/lotus/symphony/home.jspa 

facciamo un clic sul pulsante "Download" che troviamo in alto a destra.




Pagina dalla quale scegliere la lingua ed il Sistema Operativo




Si apre una nuova pagina. Qui scegliamo il tipo di Sistema Operativo (Windows o Linux) e la lingua.




La finestra precedente con le scelte effettuate.




Subito dopo facciamo un clic sulla scritta "Continue".




La finestra dalla quale scegliere il tipo di download




Adesso scegliamo il tipo di download  (Vi consigliamo il tipo http...l'altra modalità spesso da dei problemi) e che cosa scaricare.




Il riquadro da dove scegliere che cosa scaricare.










 




  Il gioco è fatto.


Buona lavoro!


(rr)

Parole chiave: Software free

Inserito da Riccado Rivarola | 0 Commento (i)

giugno 25, 2008

http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/06/25/medicina-figurativ


Mai più ricette mediche improprie o eccessive. Questo l’obiettivo di VCM (Visualisation des Connaissances Médicales - Visualizzazione della conoscenza medica-), un nuovo linguaggio iconico rivolto ai medici, in grado semplificare la lettura delle controindicazioni nei medicinali.


Più efficiente e rapido di quello testuale, VCM, oltre ad essere un’ applicazione pratica di infodesign, è anche un ottimo esempio del rigore logico con cui si crea un linguaggio figurativo.


Come funziona VCM?


Come ogni grammatica, anche VCM  utilizza degli elementi di base in grado di combinarsi tra loro come forme, colori e simboli.


Qualche esempio di combinazione:


image Dolore  + imageCervello  = imageMal di testa


 


 


image  Stato patologico + image  Cuore =   image  Infarto


 


Utilizzando specifici simboli è possibile costruire inoltre vere e proprie frasi, come questa:


image


Se il paziente soffre di infarto, allora (la freccia) non deve utilizzare questo farmaco (il box con la X).


Efficacia?


Notevole, almeno secondo i test condotti: tempi di lettura dimezzati, come dimostra questo grafico.


Non sono un’esperto di medicina, nè ho studiato a fondo questo linguaggio, ma guardando questa immagine ci posso pure credere….


Per approfondire…


Articolo che spiega e introduce il linguaggio:



Vera e propria grammatica di VCM, con tutti i simboli spiegati:


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