Roberto Marcolin :: Blog

novembre 01, 2008

Dal sito di Retescuole, riporto un brano dell'articolo di Cristina Mecenero (una delle autrici del bellissimo film L’amore che non scordo) sul significato politico del suo lavoro di maestra e sul senso della nostra lotta contro i decreti della Gelmini e di Tremonti.


“Oggi alla manifestazione ho camminato per un po’ a fianco degli studenti, prima della Statale, poi dei licei. Si pensa bene a fianco di queste ragazze e ragazzi che marciano e protestano. Ho fatto delle scoperte: la prima è che io sono una donna d’azione. Una militante. L’ho capito lì vicino a loro: sono 25 anni che milito. Tutti i giorni ascolto, ricompongo conflitti, metto in ordine l’aula, assegno compiti, controllo compiti, preparo avvisi, invento proposte, le sperimento, capisco che qualcosa non va e allora aggiusto il tiro, a volte non lo capisco e faccio dei disastri non gravi, ma gravi per me che mi sento così responsabile. Tutti i giorni mi sento molto responsabile per le bambine e i bambini della mia classe, cerco di capire come stanno, cosa posso fare. Guadagno non molto e sempre quello. Come i veri militanti lavoro oltre l’orario, coinvolgo amiche, amici e parenti nelle mie azioni e convinco chi ho intorno a credere in quello che faccio. E a dare una mano E non voglio premi, non voglio differenze salariali dalle mie colleghe. La responsabilità è la cosa più importante del nostro mestiere e non la puoi misurare.
Non lo avevo inteso così bene finora. Non è un partito quello in cui milito. Non è un’organizzazione. Ma è politica quella che faccio. E la faccio insieme a tante altre. Maestre, come me. E’ questa la politica, non quella. Questa: tutti i giorni seguire le storie di tante bambine di tanti bambini, stare e essere con loro, cercando e inventando forme e modi per imparare e per insegnare, sentendosi convinte di ciò che si fa e a posto con la coscienza. Per crescere. “

Parole chiave: maestre, politica, scuola

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ottobre 23, 2008



 

JClic è un programma open source  e multipiattaforma che permette la creazione di un'ampia tipologia di esercizi multimediali. E' stato creato ed è distribuito dal ministero dell'educazione del governo autonomo catalano (ve lo immaginate Formigoni che finanzia un software open source per la scuola?).

logo JClic 

Può creare numerose tipologie di esercizi: puzzle, associazioni, cruciverba, esercizi di testo, cruci puzzle (wordsearch) e supporta diversi formati multimediali ( tra gli altri AVI, MPEG,QuickTime Flash, GIF animate, WAV, MP3, JPG, PNG) ; i suoi esercizi possono anche essere integrati in Moodle.

Da qualche mese JClic  parla anche italiano: è stato tradotto utilizzando Launchpad Translations, (nome in codice: Rosetta), un ambiente per la traduzione in rete di software open source, lo stesso usato da Ubuntu per le sue localizzazioni.


E' possibile scaricare la versione in italiano a questo indirizzo:

http://clic.xtec.net/en/jclic/download.htm

 

A questa pagina si possono trovare alcune risorse italiane su JClic (tutorial ed esercizi).

Per concludere, gli amici di WinPenPack   hanno reso portatile JClic per Windows: adesso lo si può utilizzare anche da chiavetta USB.

winPenPack - X-Software collection!

http://www.winpenpack.com/main/download.php?view.1017

Parole chiave: authoring, JClic, multimedia

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aprile 21, 2008

A questo indirizzo:
http://nilocram.altervista.org/spip/article.php3?id_article=133
trovate una breve  presentazione dell'ultimo libro di Marc Prensky:

Mamma non rompere, sto imparando! 



A partire  dalla distinzione tra "digital natives" ( i nostri figli, i nostri studenti) e "digital immigrants" ( noi adulti che proveniamo da un mondo analogico), l'autore vuole smontare l'opinione comune che vede nei videogiochi un pericoloso nemico di istruzione e cultura.

 

Altri contributi alla discussione sul rapporto tra apprendimento e tecnologie multimediali, in particolare i videogiochi, sono segnalati qui:
http://nilocram.altervista.org/spip/article.php3?id_article=135

 

Parole chiave: apprendimento, Prensky, videogames

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febbraio 11, 2008

OOo.hg (hg sta per histoire e géographie) può trasformare OpenOffice in un piccolo laboratorio cartografico .

OOo.hgSi tratta di un'estensione per OOo. creata da Gilles Badufle,  un insegnante e formatore francese; l'estensione mette a disposizione numerose carte e permette di realizzare materiali didattici ( carte, animazioni, cronologie ecc.) per l’insegnamento della storia e della geografia.

Per leggere una  presentazione di OOo.hg e una breve guida al suo utilizzo si può andare a questa pagina:
http://nilocram.altervista.org/spip/article.php3?id_article=114

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dicembre 17, 2007

Ho visto con piacere che Scratch ha rifatto capolino su LTEver, ne approfitto subito per segnalarvi un articolo di Mitch Resnick, uno dei creatori di Scratch:

"Ripensare l'apprendimento nell'era digitale".

 

Si tratta di una riflessione, dal punto di vista costruzionista, sull'uso delle nuove tecnologie nell'apprendimento. L'articolo non è recentissimo, ma mi sembra ancora di grande attualità.

Lo trovate qui: http://nilocram.altervista.org/spip/article.php3?id_article=132 

Ciao 

Parole chiave: apprendimento, costruzionismo, Scratch

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settembre 10, 2007

A questo indirizzo: http://nilocram.altervista.org/spip/article.php3?id_article=125, potete trovare la traduzione italiana di un articolo di Marc Prensky  sul rapporto tra i "digital natives"  e la scuola.

Marc Prensky ha introdotto alcuni anni fa la distinzione tra "digital natives" ( i nostri figli, i nostri studenti) e "digital immigrants" ( noi adulti che proveniamo da un mondo analogico).



In autunno dovrebbe uscire l'edizione italiana del suo ultimo libro,
DON'T BOTHER ME, MOM -- I'M LEARNING: How Computer and Video Games Are Preparing Your Kids For Twenty-first Century Success

Altri testi, sempre stimolanti e qualche volta provocatori, si possono trovare nel suo sito: http://www.marcprensky.com/writing/default.asp

Le principali tematiche affrontate da Prensky si possono ritrovare in questa presentazione.

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luglio 19, 2007

Ho iniziato la trascrizione del testo inglese di un video su   Scratch ( potete vedere il post di Romolo Pranzetti su questo programma: http://www.lte-unifi.net/elgg/romolo/weblog/286.html),

utilizzando  DotSub (http://www.lte-unifi.net/elgg/nilocram/weblog/423.html).

 

Il video è piuttosto breve ( 2 minuti circa), ma ho delle difficoltà di comprensione in alcuni punti (Lost in transcription?).

Se  qualcuno  vuol darmi una mano e partecipare a questo esperimento di "trascrizione collaborativa" ( è il primo passo  per poi tradurre i sottotitoli in italiano) dovrebbe:

    * registrarsi al sito di Dotsub (http://www.dotsub.com/),

    * scegliere il video "Scratch Media Lab"
      (http://www.dotsub.com/films/scratchmedia/index.php)

    * e poi cliccare sul link Transcribe film, (colonna a destra)



      comparirà una pagina con le righe del testo in inglese. Dove ci sono  i punti di sospensione il testo va integrato e completato. Per salvare occorre cliccare sul pulsante Done.

Un ringraziamento anticipato agli eventuali coraggiosi/e non ancora in vacanza.


Parole chiave: Scratch, traduzione, video

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giugno 26, 2007

 

Sul blog  di Lawrence Lessig, uno dei fondatori delle licenze Creative Commons ho scoperto DotSub .

 Si tratta di uno strumento online per la traduzione e la sottotitolazione collaborativa di video e film che permette di distribuire i contenuti video in diverse lingue.

 La struttura del sito è abbastanza simile ad altri che consentono l'inserimento e la condivisione di video; la differenza sostanziale è che in dotsub, oltre ad inserire i video, possiamo inserire una traduzione per i sottotitoli a cui possiamo lavorare in maniera collaborativa .

 La collaborazione può avvenire su due livelli:

  •  più persone lavorano su traduzioni in lingue diverse, allargando il pubblico che può essere raggiunto da quei contenuti video,
  •  più persone lavorano su una singola traduzione ( ad es. la traduzione italiana).
La procedura per la traduzione è molto semplice: una volta scelta la lingua in cui si vuole tradurre un determinato video (bisogna controllare prima che la traduzione non esista già), si apre una pagina con una tabella che contiene le singole righe del testo da tradurre, seguite da uno spazio in cui inserire la nuova traduzione.

Una volta inserito il testo tradotto, col pulsante save si salva il lavoro, che può essere in seguito modificato, con il pulsante done si conclude la traduzione che non può essere più modificata.

 

 Dal sito si può anche scegliere, tra quelle disponibili, la lingua dei sottotitoli da visualizzare, si può trovare il link del video da copiare sul proprio sito, oppure si può copiare il codice per inserire direttamente il video nelle proprie pagine ( N.B.:è un iframe, non tutti i siti e i blog accettano questo tipo di codice) .

 

 Per mostrare quello che DotSub sa fare, ho pensato di usare un video prodotto da Creative Commons che presenta appunto le caratteristiche di queste licenze.

Non a caso, il titolo del video è "Vogliamo lavorare insieme?", un titolo che potrebbe essere benissimo il motto di Dotsub.

Visto che LTEver non  accetta il codice iframe, potete vedere il video con i sottotitoli in italiano in questa mia paginetta di prova:
http://nilocram.free.fr/spip/spip.php?article6

Per scegliere la lingua dei sottotitoli nel video , occorre cliccare sulle freccette in basso a destra.

Oppure direttamente nelle pagine di Dotsub:

http://dotsub.com/films/wannawork_1/index.php 


Come si dice in questi casi: "Buona visione e buona traduzione" ;-))

 

 


 

 

 

 

 

 

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