Dopo 3 mesi di lavoro, 100 membri intervenuti, 1000 post è stato pubblicato il Manifesto degli Insegnanti. Un'iniziativa del network la scuola che funziona.
Il JISC, l'ente di ricerca inglese sulle tecnologie educative, pubblica una guida rapida (32 pagine) dedicata a Second Life: Getting started with Second Life. In poche pagine, le informazioni essenziali per orientarsi in SL e indicazioni sull'uso nella didattica.
L'ultimo numero della rivista online form@re, edita da Erickson, e dedicato al tema "Divenire digitali: riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto" è stato curato da Maria Grazia Fiore e contiene, tra gli altri, articoli di LTEveriani ...di lungo corso!
Un contributo che molti amici di LTEver, appassionati utenti di Second Life, apprezzeranno sicuramente :-): un numero speciale di Innovate, un open journal online edito da una Università USA, dedicato all'uso educativo di ambienti 3D.
La seconda edizione del barcamp dedicato all'editoria scolastica digitale, organizzato nella speciale cornice offerta dal Castello di Fosdinovo, in Lunigiana (provincia di Massa Carrara).
Questo SchoolBookcamp intende coinvolgere tutti coloro che sono interessati a ripensare sia alla natura stessa dei testi scolastici, sia a come riposizionare i contenuti che rompono la struttura lineare della creazione, della distribuzione, della fruizione, e irrompono nella circolarità della rete.
Una presentazione della infaticabile Jane Hart sull'uso di Elgg. Forse può suggerirci qualche idea.. (anche se basata sulla nuova versione 1.0 di Elgg...)
Uno screencast è una registrazione di quanto avviene sullo schermo di un PC e può essereun modo efficace per mostrare l'uso di software, siti web, aggiungendo audio e video del docente.
Esistono molti software specializzati, commerciali e freeware, ma per questa rassegna di tool minimali e ultra-semplici segnalo ScreenToaster: un servizio web per creare "al volo" screencast completi, con audio e video, possibilità di ritocco, pubblicazione online o download del filmato ottenuto.
Il tutto senza installare alcun software (salvo il sempiterno plugin Flash e un componente Java) e, volendo, senza neanche registrarsi.
La grafica, intesa come ritocco fotografico e in genere manipolazione di immagini, è da tempo il "regno" di alcuni affermati software commerciali, spesso costosi e difficili da usare. Mi riferisco ai celebrati Photoshop & Co.
I sistemi Windows, da sempre, sono stati equipaggiati con il rudimentale (ma semplicissimo) accessorio Paint, con il quale peraltro si possono anche ottenere risultati strabilianti.
Nel mondo Open Source è molto noto The Gimp, con il quale tuttavia non mi trovo a mio agio.
La mia scelta è da qualche anno , un prodotto freeware che ha nella facilità d'uso il suo punto di forza. E' una specie di Paint al cubo :-) con molte funzioni aggiuntive ma con la stessa usabilità (interfaccia anche in italiano).
Ovviamente, solo per Windows, essendo basato sul framework .Net.
Ogni settimana proverò a proporre qui tra le news un tool o un servizio utile per la nostra "cassetta degli attrezzi" e/o PLE, privilegiando magari piccole applicazioni che risolvono piccoli (ma spesso ricorrenti e ..fastidiosi problemi).
E' un programmino freeware che si installa nella system tray e serve per incollare un testo copiato in precedenza, rimuovendo ogni tipo di formattazione e tag HTML. Molto utile per fare copia-incolla "puliti" ad esempio da un documento Word e una piattaforma e-learning come Moodle.
La videoconferenza ha avuto più o meno lo stesso esito del corso :-) ovvero scarsa partecipazione. Eravamo solo in tre... sigh sigh.
Abbiamo però avuto modo di provare DimDim: si è dimostrato abbastanza robusto, con qualche limitazione (ad esempio solo il moderatore in video, gli altri solo audio) e qualche inevitabile bizza. Però è gratuito fino a 20 utenti....
Per quanto riguarda il corso: qualche perplessità sugli eventi live e relative registrazioni (troppo lunghi, difficili da seguire per non madrelingua), apprezzamento per i video introduttivi (15-30 minuti, dimensione ideale...) e per l'ampiezza e approfondimento di argomenti proposti a sostegno del connettivismo. Una possiblità: utilizzare gli stessi materiali (magari una selezione..) e proporre un corso simile in italiano...
Altra proposta emersa: organizzare periodicamente eventi sincroni. Beh.. data la partecipazione a questo... ci sarebbe da pensarci su :-) però a me l'idea continua a piacere... Qualche suggerimento? La tecnologia c'è, DimDim è sufficiente... però....
Qualche considerazione finale sulla difficoltà per gli adulti a organizzare/si percorsi di sviluppo professionale supportati dalle tecnologie: il connettivismo potrebbe essere la chiave per dare una svolta?
Approfitto per chiedere a tutti i partecipanti a CCK08 un ultimo sforzo: potete per favore rispondere al mio sondaggio sugli usi (e costumi..) dei tool proposti nel corso?
A parte Andreas che mi pare l'unico sopravvissuto, chi è riuscito ad arrivare in fondo?
Dobbiamo pur fare un bilancio di questa esperienza. Io, sinceramente, non sono riuscito a ingranare fin dall'inizio. Forse ho sottovalutato l'impegno richiesto, forse avevo troppo da fare, forse l'argomento non mi ha "preso", forse...
Ragazzi, vi assicuro che David è veramente molto simpatico e gioviale. Mi ha raccontato diverse cose interessanti (tra cui il suo spostamento dalla Utah State...), si è di nuovo complimentato per il nostro articolo su Jelks.
Un'anticipazione: sta per lanciare la nuova edizione del corso OpenEd, con caratteristiche davvero innovative (non posso dire di più :-), partirà a gennaio.
Ho conosciuto anche un suo collaboratore alla Utah State, Tom Caswell. Vi segnalo il suo blog, è un personaggio molto interessante anche lui...
Every change provokes uncertainty. I’m quite uncertain on the following points which I find quite risky in designing a connective based learning environment:
Hedonistic digital delight
Media collectionism
informal reductionism
In my opinion these three elements are more at work in a connective learning environment than in any other environment. Being connected involves a self-directed learning coping with digital abundance. This digital abundance can’t really represent a problem if the learner is well aware of his own learning styles and modalities, otherwise it can bring to both information and functional overload.
I myself being involved in this CCK08 felt those risks, as for example, I subscribed Second Life hoping to change my hedonistic consideration of the medium into a useful one for learning and failed. I tried to ‘re-write’ some material from the course just for the pleasure to contribute a syntesis and felt affected by informal reductionism (What is the point of producing a syntesis when you have the original materials? And what’s more: who am I doing it for?). I like mapping but didn’t find a real sharing in the group up to now.
What I really want to share this week is the presentation of an experience in designing courses in Moodle based on social constructivism with two connective features: sharing and being reactive.
Ho seguito ieri (parzialmente) la presentazione di Terry Anderson sulle differenze tra gruppi e network. Nonostante sia un argomento che mi interessa molto, purtroppo in queste settimane ho pochissimo tempo da dedicare al corso e così anche questa settimana rischio di saltare il post :-)
Volevo però far notare che Elgg è stato citato da Anderson come esempio di "network tool set", cioè un tool in grado di supportare i singoli nel loro rapporto con i diversi network ai quali appartengono.
Mi viene perciò da chiedere (e ne parlerò anche domani nella mia presentazione su LTEver al convegno della Siel a Trento): questo nostro ambiente risponde alle caratteristiche di una comunità, di un gruppo o di un network?
Personalmente io lo considero più un network...
Parole chiave: Anderson, CCk08, elgg, gruppi, network
Ma l'avete visto il post segnalato da Stephen Downes:
When Professors Print Their Own Diplomas, Who Needs Universities?
Scrive l'autore:
Who needs college credit when you have a makeshift diploma from a superstar professor?
Si apprende che
The unofficial students paid no tuition and got no formal credit, but they did end up with something tangible: a homemade certificate signed by Mr. Wiley ...
Ed ecco il nostro Antonio:
That was plenty of recognition for Antonio Fini, a doctoral student at the University of Florence, in Italy. “I include it in my CV,” he says.
E' dall'inizio del corso ( a proposito, io ne sono molto soddisfatto, anche se non ho il tempo per fare tutto per bene . . .) che penso ai "Barbari" di Baricco. Lo avete letto? I tre capitoli dedicati a Google sono, a mio insignificante parere, assolutamente e meravigliosamente "connettivisti", anche se forse Baricco non conosce nemmeno il termine . . .
Una carattersitica della "barbarie", a detta di Baricco, sta nella orizzontalità dei percorsi formativi e informativi:a differenza della passata epoca, caratterizzata dalle "immersioni" negli approfondimenti, oggi tendiamo facilmente a passare da un link all'altro, creando percorsi reticolari orizzontali. Ne discendono ovviamente nuove modalità del conoscere e dell'agire . . .
The first few weeks of this course have provided a backdrop against which to consider the need for new views of learning. Strongly suggested through the readings is the view that information growth, technology, developments in social learning theory, and advancements in our understanding of minds and cognition require a reconsideration of learning theory. This course is partly concerned with providing participants access to learning through networks - experiencing the value of forming connections between people and ideas/concepts. This short paper (between 500-750 words) is an opportunity for you to clarify and state your position on connectivism. Is it a new theory of learning? Or is the concept of theory distracting? What are the weaknesses of connectivism as formulated in this course? What are the strengths? Does connectivism resonate with your learning experiences? If so, how? What are your outstanding questions?
Length: 500-750 words. Please provide citations/links to support your position. Citation formatting will not factor into your paper mark, but use of APA formatting is appreciated.
Non so se la debbano fare solo gli iscritti con i crediti, (in fondo in fondo spero di sì, anche se è una buona traccia per delle riflessioni). Sappiatemi dire le vostre intenzioni.