Il racconto di Daniela sul centro comunitario di “Ugunja” e non solo, mi ha fatto tornare alla mente la densità di questa esperienza africana.. un intrecciarsi di incontri, persone, volti, esperienze che mi manca nella quotidianità milanese.
HARAMBEE è una parola kiswaili e significa lavorare insieme. E’ questa la filosofia dei progetti del Centro IKSDP in cui siamo stati ospiti in Kenya; coinvolgersi in un percorsodi scambio e collaborazione, fare piccoli passi per avviare un processo di sviluppo che sia sostenibile. .. i principi ci piacciono e diventano il filo rosso della nostra esperienza!
E’ l’inizio di Giugno, dopo 4 giorni di conferenza “e-learning Africa” a Nairobi e altri due tra viaggio e workshop all’Università di Maseno (Kisumu, sul lago Vittoria), iniziamo a prendere contatto con il Kenya rurale. Siamo in mezzo al continente africano a Nyandiwa, un villaggio di pescatori sulle rive del lago Vittoria, ospiti del centro IKSDP gestito da uno staff locale e nato grazie al supporto e alla collaborazione di una ONLUS di Milano, che da oltre 20 anni porta avanti progetti di sviluppo nell’area. Si tratta di un centro polifunzionale di iniziative sociali, in cui sono state avviate negli anni molteplici attività: un asilo, l’allevamento di pesci gatto, l’allevamento di alcune mucche, uno sportello servizi, una civil hall per le iniziative sociali, un acquedotto, un progetto di irrigazione, un orto, un programma di scambio educativo tra scuole italiane e del Kenya …
Da poco più di un anno il centro è collegato alla rete internet grazie ad una connessione satellitare, sono stati installati alcuni PC, Baruch ha organizzato e tenuto alcuni corsi di alfabetizzazione informatica per gli insegnanti locali coinvolti nel progetto di gemellaggio.
L’idea originaria di un progetto di formazione che si avvalga delle nuove tecnologie a Nyandiwa, nasce proprio da Baruch, insegnante di informatica del centro IKSDP e si sviluppa con l’incontro tra Fondazione Brownsea, IKSDP ed elimu, associazione di cui facciamo parte. Conosciamo Baruch a Nairobi, come noi partecipa alla conferenza “e-learning Arfica”. In realtà Baruch lo conosciamo qualche mese prima a distanza, quando si socializza a moodle, impara ad utilizzare la piattaforma come utente prima e come amministratore poi, quando lavora insieme a noi per provare ad avviare un progetto pilota su moodle con gli insegnanti locali. Definire Baruch insegnanti di informatica è dire poco di lui. Baruch ha circa 30 anni, una moglie 4 figli e 2 orfani, una passione e un’energia esagerate e invidiabili, capacità di gestire i gruppi e di stare in situazioni diverse, di cogliere il nocciolo delle cose, di attendere alle mille emergenze di un Centro in mezzo alla savana, di capirti con uno sguardo, di sorridere alla durezza della vita …. Ci accorgiamo da subito che Baruch è una persona speciale.
A Nyandiwa lo staff del centro IKSDP ha organizzato per il nostro arrivo un incontro con gli uffici scolastici locali e un seminario di due giorni con insegnanti e presidi delle scuole del territorio. Sono circa 20/30 le persone presenti al seminario, qualcuno ha viaggiato in barca perché arriva dall’isola di Kiwa, qualcuno in bici, in matatu o a piedi. I più hanno impiegato 2/3/4 ore per arrivare al Centro, perché i mezzi motorizzati sono quasi inseistenti, l’unico autobus locale arriva a Nyandiwa di sera, la strada è sterrata e piena di buche. (ma questo potrebbe essere lo spunto per raccontare altri accadimenti … ) Con l’aiuto di Baruch cerchiamo di spiegare come il progetto di scambio educativo tra scuole italiane e del Kenya potrà svilupparsi attraverso l’utilizzo di PC, rete, moodle… e presentiamo la prima attività preparata in accordo con il coordiantore del progetto educativo. Come potete immaginare parlare di moodle e di attività collaborative in rete a persone che hanno visto il computer per la prima volta un anno fa non è un’impresa semplice. Temiamo di non essere compresi e facciamo esempi su esempi per semplificare i contenuti. Ma l’interesse è forte e due intense e sudate giornate di lavoro portano grandi … anzi grandissime soddisfazioni.
Torniamo a casa con un bagaglio enorme ... e con la voglia di portare avanti questa fantastica esperienza nel prossimo futuro.
Inserito da Chiara Pozzi |

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