Caterina Policaro :: Blog dei contatti

dicembre 31, 2008

http://feeds.feedburner.com/~r/SpeculumMaiusLtever/~3/500120507/ Per prepararmi adeguatamente alla fine dell’anno vecchio e all’arrivo di quello nuovo, ho riordinato il mio studio (la situazione aveva superato il livello di guardia da troppo tempo) ed ho gettato “segni del passato” che rimanevano lì a segnalare ciò che passato non vuole essere.
Sono stata molto drastica e, a posteriori, devo dire che non [...]

Inserito da Maria Grazia Fiore | 0 Commento (i)

dicembre 22, 2008

http://www.columba.it/2008/12/22/i-materiali-della-moodle-int

Sono stati recentemente pubblicati i materiali della Conferenza Internazionale degli utilizzatori di Moodle svoltasi all’università RomaTre nel mese di ottobre scorso. Si tratta delle registrazioni video di tutti gli interventi e delle relative presentazioni (ppt o pdf).


Ecco il link: http://www.moodlemoot.it/mod/resource/view.php?id=124


I materiali sono molto utili a quanti stiano adoperando Moodle in una qualsiasi attività didattica. Da ringraziare gli organizzatori tutti per aver voluto condividere gratuitamente queste risorse.

Parole chiave: riforma, scuola

Inserito da Carlo Columba | 0 Commento (i)

dicembre 19, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/course-hero-e-facebook/ Via l'inesauribile Jane Hart (ma come fa tutti, ma proprio TUTTI, i giorni a trovare qualche novità???), scopro questo Course Hero. Sembra l'ennesimo sistema di scambio appunti e materiali vari tra studenti, per certi versi simile a Studenti.it e altri, con l'ormai consolidato meccanismo di upgrade per cui per poter ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

dicembre 14, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/blog-rimbalzanti/ Una delle più diffuse critiche ai blog (e ai blogger) è la tendenza a rilanciare post da altri blog, piuttosto che proporre contenuti originali. Questa abitudine (effettivamente molto diffusa..) viene vista come un segno dell'auto-referenzialità della blogosfera, una sorta di "parlarsi addosso" circolare e piuttosto inutile. Anche in ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

dicembre 12, 2008

http://www.ideosfera.org/wp/2008/12/12/software-portatile-per-la

software portatile

Da qualche tempo sono disponibili numerosi software in forma portatile… che significa?

Il software portatile non necessita di installazione, quindi parte semplicemente facendo doppio click sull’eseguibile.

Questo porta due evidenti vantaggi immediati:

1) non installando più il software, il sistema operativo windows non si sporca di tutta una serie di operazione che vengono fatte nel momento dell’installazione (ovviamente i sistemi linux sono esclusi da queste problemtiche)

2) possiamo portarci dietro il nostro software preferito all’interno di un pen-drive.

Proprio per tale motivo sono nati differenti siti che raccolgono il software disponibile in modalità portatile e lo organizzano per l’utilizzo all’interno del pen drive.

Quello che vi presento è un sito italiano, winpenpack, che raccoglie anche un insieme di software per la scuola. Il link è questo:

http://www.winpenpack.com/main/download.php?list.203

Inserito da Fabio Ballor | 0 Commento (i)

http://www.fininformatica.it/wp/sorridi-sei-su-facebook/ Facebook è la moda del momento. Quando i grandi quotidiani si mettono a pubblicare le "Grandi guide a..." vuol dire che la marea è ormai montata a sufficienza... Ma come fare ad aumentare il numero degli amici e, soprattutto, ad essere più felici? Semplice, basta ...sorridere ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

http://www.fininformatica.it/wp/balsamiq-studios-italiani-allestero/ Scopro per caso un software davvero unico, geniale, divertente: Balsamiq Mockups. Serve per creare mockup ovvero bozze di interfaccia utente, utilissime in fase di progettazione di un nuovo software o di un sito web. Esistono molti prodotti per realizzare mockup: alcuni, molto costosi e complessi, sono integrati in ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

dicembre 09, 2008

http://feeds.feedburner.com/~r/voodoobytes/~3/479314942/

Canta che ti passaParafraso il terribile motto concentrazionario perchè ho visto su una rivista francese una pagina pubblicitaria (che riporto parzialmente accanto).


E' della società Singcity che propone i suoi servizi per "rinsaldare le équipes aziendali grazie ad originali animazioni" con un "ventaglio di attività di team building e animazioni su misura: registrazioni di canzoni in studio, corali e concerti aziendali, allestimento di commedie musicali e tante altre idee!"


Questa società ha fatto suo il detto che "non esistono problemi, ma solo opportunità". C'è la crisi? Comprate i nostri servizi, vi facciamo cantare i dipendenti, che così son più allegri (mentre voi dirigenti pensate a quanti licenziarne, mobilitarne, cassintegrarne…)


(Sia detto per inciso: qui ho preso spunto da una società francese, ma ovviamente società che offrono servizi del genere esistono anche in Italia e nel mondo, basta una semplice ricerca Google per trovarne a bizzeffe).


"Volete ricompensare i vostri dipendenti in maniera originale o proporgli attività ludiche inedite? […] Mettete in evidenza il talento dei vostri impiegati e decomplessate i più riservati in scena o in studio. Siete alla ricerca di strumenti originali per lavorare sulla comunicazione attraverso la voce, il parlare in pubblico, l'espressione corporale e vocale?"


Come sono fortunato, mi son subito detto. Lavoro in proprio. Non passerò mai più (spero) da situazioni del genere. Non vorrei proprio trovarmi ad essere dipendente di un'azienda, vieppiù se in crisi, che crede bene di motivarmi facendomi cantare e zompettare davanti ai colleghi sotto la sferza di sorridenti, ma inflessibili comportamentisti.


Lo dico con cognizione di causa perchè in un altra vita ci sono passato anch'io da iniziative aziendali del genere. Alle quali ho partecipato, quasi sempre "obtorto collo" (dunque facendomi odiare dalla direzione). Qualche esempio:



  • fine settimana aziendali, in cui "alles zusammen" (tutti insieme, m'è presa sul tedesco oggi), si rifletteva sul "chi siamo e dove andiamo", rovinando così il riposo settimanale di tutti i dipendenti. La partecipazione era ovviamente facoltativa, ma guai a non aderire. Ricordo con piacere solo l'intervento di un dirigente, fedelissimo all'azienda, ma sempre un po' stravagante (sublimava così l'obbedienza incondizionata), che invece del soltito discorsino su i valori, la mission, la vision, i risultati dell'azienda e il 'volemose bene' di routine lesse inaspettatamente un brano di un giallo di Agata Christie (o era Ellery Queen?) concludendo con un rapido e criptico raffronto con la nostra situazione.

  • stages di motivazione e di estrinsecazione (e valutazione) della personalità, tenuti da uno svizzero, il che già mi puzzava, sia detto senza offesa ai vicini elvetici, anche perchè sembrava proprio il Professor Kranz ("tòfina che fiene voi adesso!") di fantozziana memoria. Ci obbligava a improvvisare performance, scatenando traumi terribili ai timidi (che come tali venivano diligentementi schedati come poco reattivi ed inadatti a ruoli più elevati) e in cui venivamo invitati a sputtanarci pubblicamente l'un l'altro…

  • corsi di time management, ovvero tre giorni tutti in aula a imparare come usare un agendina. Si avete capito bene, un' agendina, venduta profumatamente, corso incluso, Daruma all'azienda, per tutti i dipendenti, circa 300, ma se ben ricordo  con contributi della Comunità Europea.
    Se avessimo usato questa agendina, saremmo stati tutti più organizzati, efficienti, produttivi (ovviamente) e dunque più felici.
    E il tutor ci elargiva perle motivazionali del tipo: "Di tanto in tanto, la mattina mettete la sveglia un'ora (!!!) prima e fate l'amore con il vostro partner. (ma di che cavolo si immischia, pensai subito). Ne sarà piacevolmente sorpeso e voi affronterete più tonici e rilassati la giornata!" (e se il partner si girava dall'altra parte con un bel vaffa, come avremmo affrontato la giornata?)
    E abbiamo appreso anche ad usare anche una sorta di bambolottino con gli occhi bianchi, senza pupille, un po' inquietante. Il Daruma, strumento di una tecnica ispirata alla tradizione giapponese volta a focalizzarci sugli obiettivi. Si teneva 'sto coso sulla scrivania (chi l'aveva) ed il suo sguardo vuoto doveva essere un continuo monito alle cose che avremmo dovuto fare e non avevamo ancora fatto. Ad ogni passo in avanti nel completamento dei compiti che ci eravamo imposti si poteva (doveva) disegnare una pupilla, poi l'altra, per ottenere un pupazzo con un fiero sguardo a significarci la soddisfazione del Daruma per il raggiungimento del nostro obiettivo. Per qualche mese i dipendenti più zelanti sfoggiavano agendina e pupazzetti, poi a poco a poco son finiti nei cassetti più bassi delle scrivanie ed ognuno è tornato ai suoi vecchi disorganizzatissimi sistemi. 


Come dicevo, un lontano passato.


Ma cantare, propongono ancora (canta che ti passa), anche se va tutto a scatafascio. Mi verrebbe in mente un paragone terribile (per continuare nella serie Arbeit macht…), ma non lo voglio fare. Per decenza e prudenza, non si sa mai.


Preferisco una litote icastica: l' orchestrina di bordo deve continuare a suonare per tranquillizzare i passeggeri mentre la nave ha già urtato l'iceberg…

Inserito da Simone Mazzucconi | 0 Commento (i)

dicembre 08, 2008

http://feeds.feedburner.com/~r/voodoobytes/~3/478239440/

Per me, che vengo d'altrove (vedi occhiello in alto a destra della pagina)  la programmazione è sempre stata una sorta di avventura intellettuale.


Recentemente, per motivi più o meno confessabili e scientifici ;-), mi sono appassionato alla steganografia.


Ovvero l'arte di nascondere messaggi in altri messaggi o nel messaggero, il che in ottica Mac Luhan è quasi lo stesso.


Famosa è  la storia, raccontata da Erodoto, del un nobile persiano che fece tagliare a zero i capelli di uno schiavo fidato al fine di poter tatuare un messaggio sul suo cranio; una volta che i capelli furono ricresciuti, inviò lo schiavo alla sua destinazione, con la sola istruzione di tagliarseli nuovamente.


[Sulla storia e i sistemi della steganografia vedi questo pagina sul sito della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali a dell' Università di Salerno. Vi si trovano recensiti anche alcuni software per stegonagrafare (si dirà?). (cfr. questo sito per una più tecnica disamina dei software per criptare informazioni in files JPG).]


My stenographer... (dead)Non deve essere difficile fare un tool del genere, mi son detto…  e ho voluto provare a farmelo da solo. Che bella avventura!


Una prima versione appendeva il messaggio al file. Ottimo, nessuna distruzione dell'immagine, ma cambiava ovviamente la dimensione, quindi facilmente identificabile e reperibile. Questo disturbava il mio perfezionismo, o la mia paranoia. Volevo qualcosa di invisibile!


Ci sono più o meno riuscito, aveva anche  già un'interfaccia piuttosto caruccia (vedi qui accanto).


L'ho provato con jpg e gif. Funzionava, ma non sempre l'immagine risultante restava insospettabilmente visibile ad un editor normale. Restava il messaggio criptato al suo interno e dunque a questi fini ancora utilizzabile, ma l'immagine era illeggibile (in alcuni casi leggibile ma molto rovinata).


Poi… poi… mi sono reso conto che stavo facendo un classico errore da pischello informatico alle prime armi, quale non mi considero più da almeno venti anni. Ovvero stavo cercando di inventare l'acqua calda e non sapevo nemmeno farlo bene. Ovvero, qualcuno lo aveva già fatto e allora perchè lo dovevo rifare, perdendo suonno e tiempo? (Si va bene, l'esperienza informatica, l'avventura intellettuale, ma a un certo punto…)


Dunque ho ripreso il piccone Google e mi sono rimesso a scavare ulteriormente.


E, oltre a quelli già segnalati nei siti sopra  indicati, sul sito di un Università di Vancouver (Canada), ho trovato  Zip/Jpeg Mask, semplice tool (in un solo eseguibile) che fa quello che dice. Ovvero ti steganografa, cioè include, all'interno di un file immagine .JPG o compresso .ZIP un qualsiasi altro file che si voglia tenere nascosto.


Il risultato è un file .ZIP o .JPG perfettamente visibile e funzionante, apparentemente "pulito", ma che invece ha all'interno l' "altro" file, estraibile solo a partire dal tool stesso e se si conosce la password.


Ora potete spedire i vostri bollenti messaggi, audio licenziosi, foto hard, dentro innocenti JPG di auguri di Natale.

Inserito da Simone Mazzucconi | 0 Commento (i)

dicembre 05, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/edublogs-awards-no-thank-you/ It’s time for the Edublogs Awards again, and I still haven’t changed my stance. I’m totally against them, for reasons I shall explain. I wasn’t going to say anything as people who I like and respect …dougbelshaw.com, Dec 2008 I definitely agree! I can write ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

http://feeds.feedburner.com/~r/voodoobytes/~3/475605799/

ATTENZIONE, parlo in parte di cose tristi. Cinici o troppo sensibili saltate questo post.


In quest'epoca di allegro e dilagante Facebookismo, di social networking banalizzato, io continuo a praticare un "data mining" amicale fatto con mezzi propri (motori di ricerca soprattutto). Nelgi ultimi anni, grazie ad Internet, ho ritrovato e riallacciato contatti con molte persone che credevo perdute nei gorghi della vita (che immagine poetica, eh?).


E devo dire che lo trovo molto interessante e che me la cavo benino.


Qui voglio citare solo due episodi, fra molti altri.


Un paio di anni fa ho ritrovato un'amica di infanzia, un (grande) amore infantile in verità. Purtroppo solo per sapere che le restavano pochi giorni di vita a causa di una malattia incurabile. Ne sono rimasto turbato, ma era stata così gemutlich la nostra (unica) susseguente conversazione telefonica, così complice a distanza di tanti anni, così piena d'affetto, che mi aveva dato profonde emozioni.


L'ultima mail mi annunciava che sarebbe venuta a trovarmi con un amica  ("sai non posso guidare con 'sta roba in testa"). Poi un terribile silenzio. Qualche tempo dopo ho saputo per altre vie che non ce l'aveva fatta. Ma averle parlato ancora una volta, una volta sola (grazie web!) lo considero un gran bel regalo che la vita mi ha fatto.


 


Meno triste, ma altrettanto emozionante, un ritrovamento di qualche giorno fa. Per motivi editoriali troppo lunghi da spiegare qui e ora cercavo notizie di un mio compagno delle medie e che non vedevo da quell'epoca. Le ultime notizie che avevo di lui, non verificate e risalenti a decenni, dicevano che aveva tentato la Legione Straniera!


AAmici di altri tempiCerco su Google, ma niente che potesse essere collegato a lui appariva.


Poi, quasi per abduzione (C.S. Pierce) provo su Google Immagini e … bingo! Nella descrizione di una foto si fa menzione di lui!!!


E' una foto sbiadita del 1971 (dunque alle medie!) della squadretta di calcio del suo quartiere. Guardo bene e … lo riconosco… così come lo ricordavo, un po' trasandato, ma originale, così come per me è sempre rimasto nella memoria.


Emozionante, mi sembrava quasi di essere nel film "Fino alla fine del mondo" di Wim Wenders ove c'è una macchina che permette d proiettare i sogni su uno schermo.


 

Inserito da Simone Mazzucconi | 3 Commento (i)

http://feeds.feedburner.com/~r/voodoobytes/~3/475605801/

Mi scrivono persone per chiedermi se sono questo tizio su Facebook.


No, io non sono lui!


(un omonimo, porca paletta, cosa c'è di più frustrante, minaccia e depressione della tua individualità universale?!)


Posso assicuravi che, oltre ad essere più bello, i miei gusti discordano competamente da quelli da costui indicati, piuttosto fatui e modaioli. Non amo le Adidas, le Nike , l' iphone, i Ray-Ban (un pochino, ce ne avevo uno splendido paio di mio padre, ma li ho persi) , detesto i Simpson, non sopporto i Beatles… E' (anche) per far sapere al mondo che hai gli stessi "gusti" di milioni che ci si iscrive?


Un'amica (coetanea, dunque non giovanissima)  che mi invitava ad iscrivermi, al mio rifiuto ha replicato: "ma dai, sciogliti, vieni anche te!" (cfr, quanto già scritto a proposito di Facebook e commenti).


Sono un introverso narcisistico (per questo ho un blog), e me ne vanto. Lo assumo o lo rivendico.  Se dovessi indicare un personaggio nel quale mi identifico sarebbe il Dr. House (vedi l'interessante saggio "La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo. Ma resto un introverso e non vedo, forse non voglio, fare nuovi "amici" (che sembra al giorno d'oggi un obbligo e si esibiscono come un portfolio), perchè credo più nella qualità che nella quantità (vedi sotto). Dunque mi coltivo con mezzi più "tradizionali" (Google, e-mail) i vecchi amici. E anche quelli persi li ritrovo da solo.


Proprio ieri sera alla televisione francese (France 2) parlavano dei pericoli insiti in Facebook, pericoli ai quali non credo troppo e sui quali i giornalisi si buttano e alimentano e amplificano per i loro scoop.


Vendita dei profili? Mah, non c'è certo bisogno di Facebook.


Mancanza della privacy? Basta non iscriversi…


False identità? Possibile, vedi me stesso!


Pare però che Facebook et simila siano oramai molto importanti nelle elezioni. I maggiori uomini politici mondiali (Obama, Sarkozy) e gli altri (Berlusconi) hanno il loro profilo e molti cloni.


C'è una vera e propria corsa ad avere più "amici" come indice di popolarità. (Il partito di Sarkozy ad esempio ha un Facebook Team che tiene d'occhio la situazione, segnala i falsi e cerca di fare salire in classifica il capo).


Può essere… Ma io la sensazione che, come Second Life (do you rember, chi ne parla più?), sia una moda passeggera. Il popolo di Internet è mutante e transumante.


Ma quanti bytes e neuroni sprecati!


Comunque resta un po' "deroutant" (come dimo noantri) ritrovarsi su Facebook…

Inserito da Simone Mazzucconi | 0 Commento (i)

dicembre 04, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/e-se-vi-clonano-il-blog/ Questa ancora non la sapevo... A quanto pare ci sono in giro per la rete dei clonatori di blog: vi copiano completamente il blog e lo ripubblicano con un altro nome.. Mah! Eppure a Erik è successo davvero!

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

dicembre 02, 2008

Segnalo Learning 2.0 , un progetto/studio europeo (a cura dell'Information Society Unit dell'Institute for Prospective Technological Studies -IPTS- per il Joint Research Center della Commissione EUropea) con lo scopo di valutare l'impatto del Web 2.0 sulla formazione e sull'educazione.
Tra le interessanti risorse disponibili sul sito del progetto: un database di iniziative che utilizzano il social computing per l'apprendimento (tra le quali viene citata anche LTEver), una rassegna della letteratura in merito (anche qui viene citato LTEver) e tanto altro.

Parole chiave: e-learning 2.0, web 2.0

Inserito da Marcello Molino | 3 Commento (i)

dicembre 01, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/cck08-course-tools-survey/ The Connectivism and Connective Knowledge Online Course (CCK08) is over. First of all, thanks to the excellent facilitators: George Siemens and Stephen Downes! Even though I wasn't an... exemplary student :-) the course has been a good opportunity for my research. As part of ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

http://feeds.feedburner.com/~r/SpeculumMaiusLtever/~3/471166674/ In questi due mesi mi è capitato di essere invitata a partecipare a molte assemblee, di tutti gli ordini di scuola, ma soprattutto delle primarie. Ho assistito a rare espressioni di motivazione, impegno, competenza, passione da parte delle maestre e dei maestri.
La convinzione miope di molti - credo non solo a Roma, ma ovunque - [...]

Inserito da Maria Grazia Fiore | 0 Commento (i)

novembre 30, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/the-networked-student/ Un ottimo video di Wendy Drexler, un'insegnante della Florida, che ha seguito il recente corso CCK08. Realizzato come final project del corso, in puro stile CommonCraft, il video spiega i principi fondamentali del connettivismo in cinque minuti. Magnifico lavoro!

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

novembre 29, 2008

Mie cari famosi dodici lettori di manzoniana memoria,

alcuni di voi mi hanno scritto lamentandosi di non leggere più i miei interventi border-line, lo ammetto un po' atipici in questo dotto consesso.

Il fatto è che io ho continuato a scrivere, e molto, ma una perfida censura, che il buon Fini spergiura essere solo tecnica, impedisce ai miei articoli di apparire su questo augusto blog. In altre parole, dal mio ultimo intervento del 20 maggio scorso, non si è più riusciti a far apparire qui (su LTEver) quel che scrivevo là (su www.voodoobytes.info).

Con l'esperto Antonio Fini stiamo ancora scervellandoci sul perchè i miei post, scritti su normalissima piattaforma Wordpress, visibili da altri aggregatori RSS, e fino a maggio visibili anche qui, qui non arrivino più, nonostante tentativi, reset ed escamotages vari.

Dunque non mi resta per il momento che invitare i mie affezionati dodici lettori a leggermi direttamente sul mio blog, sopra citato e/o a istruire il loro aggregatore di feed a carpire le mie lampisteries (Dada docet) direttamente da http://www.voodoobytes.info/feed/

Grazie e (spero)  a presto su questi schermi

Inserito da Simone Mazzucconi | 0 Commento (i)

novembre 27, 2008

http://www.fininformatica.it/wp/intro-opened-2009/ David Wiley ci riprova: l'edizione 2009 del corso Introduction to Open Education è pronta. A Barcellona, David mi aveva anticipato qualcosa sulla nuova impostazione, basata sulla metafora del gioco di ruolo fantasy (un po' alla Dungeon & Dragons). I partecipanti dovranno pertanto scegliersi un ruolo (tra Artigiano, ...

Inserito da Antonio Fini | 0 Commento (i)

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