Ho pensato di ripostare qui mediante la funzione di ripubblica mediante i feed i post che scrivo sul mio blog principale (www.catepol.net). Non è per replicarmi, ma per la mancanza di tempo di segnalare qui post interessanti che spesso e volentieri scrivo di là. I feed permettono di segnalare automaticamente. Solo che ovviamente segnalano tutto quello che posto di là.
Volevo però chiedervi un parere, nel senso che in questo modo via feed pubblico 2 volte i post perchè i feed lo fanno in automatico qui. Se vi sembra ridondante, li disattivo.
(via) Altro grandioso video da Common Craft. Come spiegare i social media in modo che tutti possano capire utilizzando la metafora del gelato e dei gelatai.
E’ il concetto del web 2.0 come espressione sociale di user generated content - contenuti generati dal basso, dagli stessi utenti e quindi blogging, podcasting, video sharing, tagging e ratings.
Il video è in Inglese ma è semplice, comprensibile, ironico e divertente.
(Immagino che a breve il buon Antonio ci faccia trovare su dotSub presto anche i sottotitoli in italiano).
E’ il caso di rivelare questa possibilita letta or ora qui? Pensavo ad un servizio di pubblica utilità da offrire agli studenti che stanno per affrontare gli esami di maturità e gli esami di terza media.
Quelli che le tesine le fanno con Wikipedia, per capirci.
Dato che molti arrivano qui a cercare i temi per la maturità o per la terza media, e dato che io alla fine mica sono una prof cattiva. Anzi. Predico da sempre che bisogna utilizzare il loro stesso linguaggio e gli strumenti e le tecnologie che conoscono bene. Per cui, il post lo scrivo. Il trucco lo segnalo. Tanto, cari colleghi, lo avrebbero sgamato uguale.
Se, nonostante i controlli e i sequestri di telefonini, nonostante le magliette per copiare, nonostante tutto e tutti, riusciranno a trattenere ed utilizzare in sede d’esame un cellulare (no, non è istigazione ma è consapevolezza che a far queste cose gli studenti di oggi riescono benissimo). Ecco se riusciranno a mantenere un cellulare nelle proprie mani le ricerche su Wikipedia possono essere fatte dal telefonino, facilmente. Ovviamente questa notizia serve a tutti.
Grazie a Wapedia dal cellulare/palmare/smarthphone è possibile consultare oltre 427 mila voci da 20 mila articoli dell’enciclopedia Wikipedia. E’ possibile anche ricercare immagini. Testi e grafica verranno ottimizzati automaticamente per poter essere letti e visualizzati sullo schermo ridotto del telefonino.
Ecco, ragazzi che vi apprestate a sostenere gli esami a giugno, ora avete in mano un altro strumento per accedere alla conoscenza. Attenzione: bisogna anche saper copiare con intelligenza. E per farlo bene occorre leggere, capire e sintetizzare. Prender solo ciò che serve dall’enciclopedia. E metterci del vostro. Altrimenti copiato o non copiato, se non c’è nulla in zucca, anche col telefonino più tecnologico del mondo che scarica da internet quello che volete, non è detto che l’esame vi vada bene. E ricordate che Napoleone a Waterloo perse.
letmeparty.com permette di postare sul blog semplicemente inviando un SMS.
Segnalato e testato da Beggi, activemax e terronista che risultano ancora nella home come recent posters:
letmeparty.com, una volta effettuata la registrazione, segnalando il numero del cellulare che verrà utilizzato per postare via SMS, ci chiede che tipo di blog vogliamo aggiungere e le relative credenziali.
Una volta inserite le credenziali di accesso del proprio blog, si potrà postare via SMS inviando un messaggi di testo al +13128047068
Si possono aggiungere anche più di un blog e letmeparty.com ogni volta che inviamo un SMS posterà su tutti i blog che abbiamo inserito. Al momento supporta blog su LiveJournal, Wordpress, Blogger, and Xanga.
E’ utilissimo per chi si trova in viaggio o senza connessione internet per poter postare aggiornamenti sul proprio blog al costo di un SMS internazionale.
Un bel video sul bullismo a scuola che diventa cyberbullismo nel perseguitare un compagno anche via SMS, mail anonime, messenger e addirittura creando un sito in cui prendere in giro pesantemente, fino a minacciare anche di morte. Un video che vale la pena guardare fino in fondo. Anche se è un UK-based “cyberbulling” video non vuol dire che nelle aule delle scuole italiane queste cose non accadono. Per guardare e comprendere il video, molto ben fatto in termini di digital storytelling non c’è bisogno di conoscere l’inglese. (via)
E noi insegnanti e voi genitori, cerchiamo di cogliere i segnali di questi problemi nei ragazzini che abbiamo davanti.
Caterina. Firenze. Io. Husband. La vita. Corsi e ricorsi. Il master, l’e-learning. Ora ci torno a Firenze. Ora torno anche a casa. A giorni son tre anni. Caterina…quando me la mandasti in cassettina, di anni lo sappiamo son molti di più. Cercavo la base karaoke, ho trovato questo. Tu chiamala se vuoi serendipity. Io intanto mi perdo nei mie pensieri per qualche istante. Pensieri che in serendipity fanno un bel mix.
Oggi sulla moleskine (che poi non è una moleskine) ho scritto qualcosa tra un appunto e un altro degli appunti che stavo prendendo per poi stilare il verbale della riunione scolastica che era in corso. Ho scritto qualcosa mentre con un self control da oscar per la migliore interpretazione tentavo di:
a. non sbadigliare
b. non incazzarmi
c. non fare espressioni e sguardi allucinati
c. mantenere la corretta postura della verbalizzante
d. spostarmi dalla traiettoria del tanfo tremendo emanato da chi mi stava seduto accanto.
Ho scritto delle frasi in inglese, così che chi mi stava seduto accanto non potesse capire il nesso con gli appunti pro verbale. E invece un nesso eccome se c’era.
Ho scritto queste frasi in inglese sulla moleskine (che poi non è una moleskine):
My world is bigger than this one
My wheels run faster than yours
Il contesto era troppo circoscritto. Io stavo già in apnea.
Troppe parole sprecavano in sala per raccontare la situazione, troppo tempo passava nel discutere il come far rispettare le regole, tanto fumo. L’arrosto però non arrivava. E la mia testolina era arrivata, come se ci fosse arrivata da anni a concetti a cui gli astanti non arriveranno se non fra qualche anno. Se mai ci arriveranno. E io chi sa dove sarò allora.
Fioccavano le domande. Chi era preposto a rispondere tergiversava. Io sempre là a prendere appunti pro verbale scrivevo:
PLEASE, GIVE THE ANSWER aggiungendo poi anche che “The answer my friend is blowing in the wind”
E con la canzone in testa sono arrivata fino alla fine della riunione. Considerato che gli ultimi 3 punti all’ordine del giorno erano informazioni che potevano benissimo stare su una circolare interna e che infatti poi saranno messe su una circolare interna, continuo a chiedermi il senso di averci discusso su un’altra ora per arrivare alla determinazione che leggeremo tutti i dettagli sulla circolare interna.
Continuo a chiedermi il senso. E la risposta è comunque “The answer my friend is blowing in the wind”.
(via) Un video di 9-minuti, ma tutto da vedere di Daniel Floyd,professore del Savannah College of Art and Design. la sua teoria è che il principale problema da discutere riguardo alle polemiche sul contenuto a sfondo sessuale presente nella gran parte dei video games è che there isn’t enough sex in video games - non c’è abbastanza sesso nei video giochi, invece.
Il grosso sbaglio dei video giochi con riferimenti sessuali è quello di considerare il sesso come parte del messaggio artistico ed estetico dei video gochi stessi, quindi snaturandolo. Il video cerca di convincerci (e devo dire lo fa anche bene) che i video giochi attualmente sono uno sfoggio di arte, si propongono come medium artistici per creatività e fantasia e che quindi dovrebbero essere considerati alla stessa stregua di quadri, della letteratura, della scultura dei film, e di tutti i media che fanno largo uso artistico di materiale a sfondo sessuale. la prospettiva è interessante. Il video è piacevolissimo. Buona visione. Link (via Wonderland)
(via) L’Unesco ha elaborato alcuni standard relativi alle competenze Ict (quindi tecnologia ed informatica) che gli insegnanti dovrebbero possedere e delle vere e proprie linee guida che dovrebbero contribuire al miglioramento della qualità dell’istruzione a livello mondiale. Questi standard servono ad identificare le competenze di cui gli insegnanti necessitano per utilizzare le nuove tecnologie nel settore dell’educazione. Il lavoro è stato sviluppato in collaborazione con Cisco, Intel, Microsoft, l’International Society for Technology in Education (ISTE), il Virginia Polytechnic Institute, la State University - Virginia Tech.
Tre i documenti elaborati dall’Unesco: - ICT-CST-Policy Framework che spiega i presupposti teorici del progetto - ICT-CST-Competency Standards Modules che presenta con grafica bidimensionale la struttura modulare degli standard proposti - ICT-CST-Implementation Guidelines destinato agli sviluppatori di contenuti per uniformare i contenuti dei corsi per docenti alle specifiche proposte dall’Unesco.