http://www.columba.it/2007/04/04/letture-di-oggi-sulla-scuola
Oggi mi è capitato di leggere parecchio sulla scuola, l’occasione è creata dagli articoli dalla stampa e dalla rete in occasione della presentazione delle nuove “Indicazioni Nazionali” per la scuola. Prendo qui qualche appunto.
Il ministro Fioroni ha invitato Edgar Morin in qualità di consulente. La Repubblica dedica una intera pagina della rubrica “Cultura” ad una intervista col filosofo francese della “complessità”. Non sembra esserci un vero e proprio filo conduttore da parte dell’intevistatore, ma qualche risposta è comunque interessante.
Si capisce, soprattutto, come la scuola non possa bastare per affrontare i problemi della adolescenza e in particolare: <<C’ è un momento tra l’infanzia e l’età adulta, in cui l’adolescente trasgredisce. E’ stato così ai miei tempi con la Resistenza e poi col maggio Sessantotto>>. (more…)
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Commenti
Sono d'accordo con te sull'intervento di Boselli (ma hai mai provato a preparare un concorso su un libro di Frabboni? ;-)) e per questo ti rimando a quello di Raffaele Iosa (sempre su Scuola Oggi) che ha da sempre il dono della chiarezza, unita alla consapevolezza dell'uomo di scuola (il che è veramente raro, ormai)...
Qualche stralcio...
"In epoche di conflitti fondamentalisti, un testo laico consapevole della crisi della modernità con un approccio creativo alla complessità. Un testo in cui la scuola non diventa cloaca dei mali del mondo né gabbia di tante oche da ingrassare per fare il patè, ma luogo dell’ermeneutica che va oltre gli steccati disciplinari, le mode del momento, cerca e dà senso. Forse pensa anche ai bambini come bambini."
Non si arrabbi l’amico Tiriticco, ma questa volta ha visto più lungo Boselli anche con i suoi coloriti termini fenomenologici... Non è più l’epoca della somma ma quella della complessità, che non ha steccati, ma anzi ibrida saperi, mescola storie, teorie e sogni...
Fa piacere fino ai brividi, ad esempio, non sentire nel documento l’apologia della tecnologia e di internet che aveva incantato Maragliano e Berlusconi, ma anzi la necessità di dominare la tecnica con disincanto e senza farsi dominare. Fa piacere sentire come l’esperienza è considerata la base di ogni conoscenza, che ogni conoscenza non ha senso se non ha un senso..."
Ciao :-)
Maria Grazia