Antonio Fini :: Archivi del blog
http://www.fininformatica.it/wp/horizon-report-2008/ Dopo l’edizione 2007, ecco il nuovo report del progetto Horizon per il 2008, corredato di wiki “d’ordinanza” e del.icio.us.
Anche il report 2008 contiene una miriade di informazioni e link ed è organizzato secono la classificazione temporale relativa ai tempi di adozione su larga scala previsti per le diverse tecnologie (ad esempio, entro l’anno, grassroots video - video popolari, ovvero YouTube & co).
Ci si può anche divertire a vedere le differenze con le previsioni precedenti: ad esempio quest’anno mi sembra che abbiano scelto ampi scenari più che singole tecnologie.
Technorati tags: horizon, educause
http://www.fininformatica.it/wp/tencompetence-winter-school-2008/
Ho avuto il piacere di frequentare la Winter School 2008, organizzata dal progetto europeo TENCompetence.
Sono stati 5 giorni passati in al Grillhof, in un ambiente naturale stupendo, appena fuori Innsbruck, in compagnia di una quarantina di persone, docenti universitari e studenti di PhD, esperti e consulenti, giovani e meno giovani, tecnici e specialisti di didattica, provenienti praticamente da tutta Europa, Russia inclusa, e dagli USA (ricca documentazione fotografica è disponibile su flickr).
Il programma della scuola è stato intenso e ricco di spunti utili per il lavoro e la ricerca e il dettaglio di alcuni potrebbe essere argomento di post specifici. Adesso sto però riflettendo sull’evento in generale e ne traggo alcuni flash, pensieri un po’ a ruota libera:
- è stato un evento organizzato in modo ottimo. Tutto è filato liscio, dalle sistemazioni in camere a dir poco immacolate, al cibo (ottimo e abbondante, ma veramente
) alle sale e attrezzature tecniche, fino alle attività sportive (pullmann riservato per farsi una sciata, un pomeriggio) e sociali. Solo l’indisponibilità della rete wireless nelle camere ha impedito il raggiungimento della perfezione!!
- Il gruppo dei partecipanti ha legato subito. Certo, il social event della prima serata, con bevande gratis a volontà, chitarre e canti, ha avuto il suo peso nel creare un ambiente caldo e amichevole
.
- I relatori hanno (praticamente tutti) proposto relazioni che includevano una parte interattiva: lavori di gruppo, domande e risposte, hands-on su software. Così non c’è stato modo di annoiarsi..;
- il programma era parzialmente open. I partecipanti hanno potuto proporre temi di loro interesse e organizzare sessioni dedicate ad argomenti specifici. Io stesso sono intervenuto nella sessione dedicata ai Social Software, nella quale ho illustrato l’esperienza di LTEver e, come caso di studio specifico, il ruolo della comunità durante il corso OpenEd;
- è stata un’occasione eccezionale per confrontare idee, lavori svolti e progetti, situazioni personali e istituzionali dei diversi Paesi. Posso dire di avere imparato di più chiacchierando a pranzo, nei break o durante una serata al pub, rispetto alle pur interessanti lezioni. Per non parlare dell’allargamento delle reti di relazioni derivanti dall’iniziativa!
- La presenza si dimostra un elemento insostituibile per instaurare relazioni. Con molti dei partecipanti avremmo forse potuto conoscerci virtualmente, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Temo che il potere aggregante di una tiratissima partita a ping-pong sia nettamente superiore a quello di un paio di commenti su un blog!!
- Serve una lingua comune per l’Europa. Non se la prendano coloro che pensano sia sbagliato appiattirsi sull’inglese… Nessuno vuole sostituire le lingue e le culture nazionali ma se vogliamo davvero costruire un Europa condivisa dobbiamo poter parlare e capirci reciprocamente. L’inglese, oggi, sembra l’unico modo praticabile. Allora, anche noi “mediterranei” dovremmo adeguarci a quanto già accade in Olanda e nei Paesi Scandinavi, dove praticamente tutti parlano l’inglese come seconda lingua madre e non stentano o faticano come la maggior parte di noi (incluso il sottoscritto che, però, stavolta, se l’è cavata piuttosto bene
);
- il problema linguistico si estende ai blog e siti personali. Come si fa a mantenere relazioni virtuali se non si condivide la lingua? Avevo anche già postato su questo argomento. A questo punto sto seriamente pensando di aprire un altro blog in inglese o trovare il modo per duplicare questo. Vedremo…
- Le relazioni internazionali: non conosco le statistiche sull’utilizzo delle opportunità di interscambio (Erasmus e altri programmi) da parte degli studenti italiani. Ho il timore che non siano gettonatissimi… Credo invece che si dovrebbero fortemente incentivare (magari con qualche finanziamento ad hoc… ehh vabbé, lasciamo stare, sigh…) gli studenti universitari a fare questo tipo di esperienza, fino forse a renderla obbligatoria o quasi, magari solo a livello delle Lauree Magistrali, un po’ come succede oggi per il tirocinio.
L'autrice è Paola Ponti, neodottoressa magistrale in Psicologia delle organizzazioni e dei servizi all'Univerisità di Bologna, con 110/110 e lode (Complimenti!!). Sotto la guida del suo relatore, il prof. Elvis Mazzoni, Paola ha condotto nei mesi scorsi uno studio di caso centrato su LTEver, analizzandone le interazioni con la metodologia della Social Network Analysis. Elvis mi ha inviato il lavoro di Paola per la condivisione tra noi "osservati" :-). I soli grafici (davvero suggestivi) meritano la visione! Tesi Paola Ponti su LTEver [application/pdf]
Parole chiave: ltever, SNA, tesi
http://www.fininformatica.it/wp/attentive-attendees/ 
Wolfgang has posted two reflections about presence and attention, especially during meetings. This picture seems rather explicative of the concept…
At the winter school I twittered during a session on the same topic, observing round 40 people, each in front of their PCs… What were they doing??
Wait: “I twittered“… So: and me? Did I really pay attention to that keynote?
Furthermore, last Friday I also twittered in real-time about the Scott’s presentation. Well, in seconds, one colleague of mine asked me if the slides were available because she would have liked to take a look, since she was preparing a keynote on the same topic…
Could this be a (little) example of answer to Wolfgang’s question about uses of these instant stuff in education?
http://www.fininformatica.it/wp/mai-visto-un-olpc/ Non ho ancora avuto l’occasione di vedere/toccare/usare un OLPC, ovvero i PC a basso costo del progetto One Laptop for Children di Nicholas Negroponte, anche detti one hundred dollar laptop.
Aldilà delle inevitabili polemiche che l’iniziativa OLPC ha sollevato, il prossimo 7 marzo 2008, a Grugliasco (TO), presso l’ITIS “Majorana”, ci sarà la possibilità di provarli, all’interno della giornata di studio dal titolo: “A computer donato… si guarda in bocca”. Si parla anche di “ricco rinfresco digitale”.. e cosa sarà mai?
Credo sia una buona opportunità, mi sto organizzando per poter essere presente.
(via Elenora)
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