http://www.fininformatica.it/wp/meglio-un-asino-vivo/
….che un dottore morto.
Pare essere questa, in sintesi, la conclusione del ministro Fioroni rispetto al disastroso (e chi ne dubitava?) esito delle prove OCSE/OECD PISA 2006 relative alle competenze dei nostri studenti quindicenni.
In sostanza, quello che emerge dal rapporto è che qui da noi non si imparano nè la matematica, nè le scienze e neanche a leggere in modo dignitoso, però, a quanto dice il ministrone,
la nostra scuola non rinuncia alla formazione della persona umana.
Eh sì, perché invece negli altri Paesi, tipo FInlandia e Giappone, ci saranno pure tanti cervelloni ma, ahimé, purtroppo si suicidano presto. Forse per troppa competenza scientifica? O magari per non infierire troppo su noi poveri ignoranti?
Ma, tranquilli, i nostri figli non corrono alcun rischio perché la nostra scuola è tutt’altra cosa. Noi sì che ci teniamo alla salute psichica dei nostri studenti, che potrebbe essere seriamente danneggiata dal troppo studio. Insiste infatti l’ineffabile politico:
la nostra scuola non rinuncia all’umanizzazione della nuova generazione.
Quindi, seguendo il sillogismo fioronico, per essere “persone umane ben umanizzate” è necessario essere ignoranti. Se è così, siamo a posto, W l’Italia!
A parte gli scherzi (?), per riflettere autonomamente sulla questione, ci sono i report originali (sterminati, centinaia di pagine..), un più sintetico riepilogo in italiano a cura di INVALSI (molto utile, tra l’altro, per avere la conferma che, anche in questo caso, non esiste una sola “Italia” ma ci sono diverse Italie…) e un’interessante pagina interattiva, dalla quale estrapolare i dati a piacere, incrociando diverse variabili per costruirsi statistiche personalizzate.
Il tutto sempre tenendo a mente la vecchia massima di Disraeli (o almeno, a lui attribuita) sulle statistiche…
Technorati tags:
PISA,
OECD,
scuola,
PISA 2006