Antonio Fini :: Archivi del blog

luglio 2007

luglio 01, 2007

http://www.fininformatica.it/wp/social-networking-in-plain-english/

… e, ora, anche in plain Italian :-) .
La mia prima traduzione su DotSub:





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luglio 03, 2007

http://www.fininformatica.it/wp/cronaca-di-15-minuti-in-rete/

Sono a Macerata, in attesa di iniziare il tutorial annesso al Congresso Sie-l.


Sono arrivato un po’  in anticipo, allora ho attivato il wireless e ho approfittato per leggere la posta. Tra i messaggi trovo un commento ad un mio post precedente da moderare. Lo approvo. Ovviamente vado a visitare il sito del commentatore e trovo questo logo “Blog addicted”, mi incuriosisce, provo anch’io, ed ecco qui il risultato:


78%How Addicted to Blogging Are You?

Mingle2 - Online Dating


Così va la vita in rete…

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luglio 07, 2007

http://www.fininformatica.it/wp/scribd/

Qualche giorno fa, durante il tutorial pre-congresso Sie-l, è stato chiesto se esistono servizi simili a Slideshare ma orientati alla condivisione di documenti in generale, e particolarmente di testi.


Ecco Scribd, un servizio che consente la pubblicazione di ogni tipo di documento (pdf, doc, xls, odt, odp, ppt, ecc.)  con le ormai note funzioni (tag, definizione dei diritti, commenti, social networking, …).


Il visualizzatore dei documenti è basato su Flash, c’è anche un sintetizzatore vocale che ti “racconta” il testo: da provare con un testo in italiano per farsi due risate…


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luglio 13, 2007

http://www.fininformatica.it/wp/elggjam07/

Ho partecipato come virtual delegate (ovvero a distanza, via Adobe Connect) alla confererenza ElggJam07, organizzata dall’Università di Brighton e dallo staff di Elgg.


A parte qualche problema con l’audio dell’aula virtuale (concomitante con una defaillance della mia ADSL, in pieno Murphy-style), la giornata è stata utile e divertente.


L’intervento di Stan Stanier sulla community Elgg-based dell’Università di Brighton mi ha permesso un utile confronto con la nostra LTEver, molto simile, inclusi i problemi di solitudine dell’amministratore… ;-) .


Ben Werdmuller, che insieme a David Tosh, è uno dei padri di Elgg, ha fatto il punto sullo sviluppo di Elgg e ha detto una cosa interessantissima: nella versione 1.0 di Elgg non ci saranno nuove funzioni interne, ma saranno sempre più curate le API pubbliche, la possibilità di aggiungere plugin e la connessione con servizi esterni. E’  la strada giusta, secondo me: non si può continuare a riprogrammare le stesse cose: la versione tecnologica del connettivismo è questa, non i mega-sistemi obesi, pieni di  funzioni sempre più difficili da usare. Beh, vedremo come andrà a finire…


Una vera sorpresa la presentazione di Diego Ramirez Aragon, dalla Colombia: hanno implementato Elgg come strumento tecnologico a supporto di una rete sociale nel settore del volontariato e del non-profit. Anzi, per una serie di reti sociali, ognuna dedicata ad un argomento specifico, dalla protezione dell’infanzia alla riabilitazione sociale. Si chiamano Somos mas e vale la pena di fare un giro sul loro sito… Hanno personalizzato molto l’ambiente di Elgg, e anche realizzato diversi plugin (quello per la gestione dei progetti, è appena stato rilasciato pubblicamente).


Ho avuto anche modo di parlare (anzi chattare) con altri interessati al modo di connettere tra loro più comunità Elgg-based, in quella che chiamo federazione di comunità Elgg. Per il momento la proposta ufficiale dello staff di Elgg pare essere basata su OpenID però la discussione con Josie e altri è avviata, vedremo se ci saranno prossimamente novità incoraggianti.


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luglio 31, 2007

http://www.fininformatica.it/wp/rassegna-della-letteratura-sui-learn

Il tema dei learning object ha dominato il dibattito sulla tecnologia per l’educazione per diversi anni, ma ultimamente sembrava un po’ passato di moda, surclassato dalle suggestioni 2.0. Invece David Wiley, uno dei guru di questo ambito di ricerca, pubblica ora questa ottima rassegna sulla letteratura disponibile sull’argomento, inclusi articoli, libri, blog e altro ancora, dalle origini storiche alle metafore alle definizioni alla novità rappresentata dalle Open Educational Resources. Il risultato, ottenuto anche attraverso una call via blog lanciata nel maggio scorso, per ora è allo stato di draft, ma può essere già utilmente utilizzato come introduzione o come riassunto di “tutto quello che c’è da sapere” sui LO. Un “difetto”? David ha preso in considerazione solo risorse in inglese… (meditiamo ancora, gente…)


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LTEVer è una realizzazione del Laboratorio di Tecnologie dell'Educazione dell'Università di Firenze
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