Antonio Fini :: Archivi del blog
http://www.fininformatica.it/wp/horizon-report-2007 Questo Horizon Report 2007, edito da NMC (New Media Consortium) all’interno del programma EDUCAUSE, contiene una interessante sezione sulle sei tecnologie da tenere d’occhio nei prossimi anni per l’educazione (con particola riguardo alla higher education). Ecco i punti principali, con i tempi di adozione previsti: - Contenuti prodotti dagli utenti (entro l’anno)
- Social networking (entro l’anno)
- Telefonia mobile (entro due/tre anni)
(si noti che su questo punto, dalle nostre parti, mi pare si pensi soltanto a editti per proibire, schermare, impedire…, non siamo i soli però...) - Mondi virtuali (entro due/tre anni)
(sigh!) - Nuove forme di scholarship e open content (entro quattro/cinque anni)
- Giochi educativi multiutente (entro quattro/cinque anni)
Per ognuno, il report fornisce un’introduzione, un approfondimento sulla rilevanza a fini educativi e numerosi link ad esempi. technorati tags:horizon, report, educause, nmc
http://www.fininformatica.it/wp/si-puo-sopravvivere-con-lopen-source Questa è, in fondo, la domanda che ha posto pubblicamente Dave Tosh qualche giorno fa.
Dave Tosh è, insieme a Ben Werdmuller, il creatore di Elgg, il sistema di social networking/e-portfolio dedicato agli ambienti educativi, e che “motorizza”, ad esempio, LTEver.
La risposta, per ora e per quanto riguarda Dave, è piuttosto negativa…
La cosa spiacevole è che questo post ha innescato una dura polemica con Stephen Downes, il quale ha risposto in un modo che Dave ha giudicato addirittura offensivo.
Non è certo il caso di entrare nel merito della polemica che, tra parentesi, mi dispiace essendo le persone coinvolte tra quelli che maggiormente seguo e stimo nel panorama dell’e-learning mondiale (Dave e Ben li conosco anche personalmente..)
Il fatto rimane, però: dopo che tutti quanti celebriamo da anni i fasti e le meraviglie dell’Open Source, non c’è ancora un modello di business “sostenibile” per esso? E’ destinato a rimanere l’hobby di sviluppatori che durante il giorno fanno magari un altro mestiere? E’ giusto che anche grandi organizzazioni, che potrebbero permettersi di finanziare in una certa misura i progetti, utilizzino gratuitamente un software (magari realizzato da un paio di giovani di belle speranze…) come un singolo privato?
L’esempio della Open University e di Moodle è emblematico: la OU ha adottato Moodle ma anche investito parecchio denaro, finanziando lo sviluppo di nuove funzionalità. Può essere questa la chiave di volta dei progetti OS educativi? Trovare un “grosso” sponsor?
http://www.e-learning2.it/wordpress/servizi-20-per-lufficio-e-non Un ennesimo elenchino di servizi web creati con lo scopo di sostituire le tradizionali applicazioni desktop. Questo Office 2.0 database però è ben categorizzato e decisamente credo che possa essere utile.
technorati tags:Office2.0
http://www.fininformatica.it/wp/voglio-un-altro-account Stufi di dovervi registrare su ogni nuovo sito/servizio/portale/piattaforma/CMS/LMS ecc. ecc.?
Certo, OpenID potrebbe essere un primo passo avanti verso la semplificazione di questa che comincia ad essere una seccatura non da poco…
Nel frattempo, per rilassarsi dallo stress di dover ricordare decine di password (o, come più spesso accade, riscrivere decine di volte la stessa…), ci si può …registrare qui!!
technorati tags:OpenID
http://www.fininformatica.it/wp/voglio-un-altro-account/ Stufi di dovervi registrare su ogni nuovo sito/servizio/portale/piattaforma/CMS/LMS ecc. ecc.?
Certo, OpenID potrebbe essere un primo passo avanti verso la semplificazione di questa che comincia ad essere una seccatura non da poco…
Nel frattempo, per rilassarsi dallo stress di dover ricordare decine di password (o, come più spesso accade, riscrivere decine di volte la stessa…), ci si può …registrare qui!!
technorati tags:OpenID
http://www.fininformatica.it/wp/workshop-con-david-jonassen/ La scorsa settimana (14 e 15 marzo) ho partecipato ad un workshop tenutosi nella sede di Bressanone della Libera Università di Bolzano, magistralmente organizzato dalla Formazione Professionale della Provincia di Bolzano (ancora grazie a Gianni!).
Il workshop è stato condotto da David Jonassen, della University of Missouri. Jonassen è uno dei principali studiosi che si rifanno alle teorie dell’apprendimento di tipo costruttivista, con particolare attenzione all’uso delle tecnologie, intese come strumenti cognitivi, e all’apprendimento legato alla soluzione di problemi, il cosiddetto Problem Based Learning. A Bressanone ci si è soffermati soprattutto su un tipo particolare di ambiente di apprendimento: i Cognitive Flexibility Hypertext, utilizzati come mezzo tecnologico in grado di aiutare le persone a vedere i problemi “da diversi punti di vista”.
Sto preparando una relazione sul workshop, quindi non mi dilungo qui. E’ stata anche una bella occasione di pratica dell’inglese (molto migliorata la comprensione, anche grazie a ESLpod :-), ancora difficile esprimersi, sigh…) e di confronto con un gruppo di colleghi davvero bravi.
Voglio soltanto segnalare, tra i diversi link proposti da David, il progetto KITE, che contiene più di mille storie di insegnamento con le tecnologie. Si tratta proprio di storie, cioè racconti, interviste, esperienze di insegnanti che si raccontano. La Università del Missouri ha raccolto e catalogato queste storie, che sono ora accessibili tramite un apposito motore di ricerca.
Trovo che sia un esempio molto convincente di cosa può significare la condivisione di esperienze in una comunità di pratica.
technorati tags:Jonassen, CFH, PBL
http://www.e-learning2.it/wordpress/domande-e-risposte-sui-ple Il portale elearningeuropa ha invitato a porre domande sui PLE, alle quali è stato chiamato a rispondere Graham Attwell, uno dei personaggi più attivi nel dibattito sui Personal Learning Environment.
Graham pubblica in anteprima sul suo sito tutte le domande (ne ho posta una anch’io…) e le sue risposte.
technorati tags:PLE, elearningeuropa, attwell
http://www.fininformatica.it/wp/moodlemoot-2007/ 
Si è concluso oggi il MoodleMoot 2007, quest’anno organizzato in modo impeccabile dall’Università di Modena e Reggio Emilia (complimenti a Tommaso Minerva e colleghi!) con tanto di diretta in webcasting via Breeze.
Ho partecipato soltanto nella giornata di ieri e ho presentato l’esperienza di LTEver (webcast).
Una curiosità: non solo tra i partecipanti, ma anche tra i relatori (ben 5!), ho riscontrato un’alta percentuale di corsisti ed ex-corsisti del nostro Master… Wow!!
technorati tags:moodlemoot, moodle, elgg
Blog e wiki sono continuamente portati ad esempio come strumenti di elezione del "nuovo Web" e di un "nuovo modo" di imparare in rete. Siamo certi che siano realmente strumenti efficaci, che servano allo scopo? Sul blog Flosse Posse sono apparse nei giorni scorsi un paio di discussioni (vedi anche questa, commenti inclusi) su questo tema: gli amici finlandesi sembrano preferire i "buoni vecchi" tool legati al CSCL. Certo, il discorso è complesso, trovo però che si faccia un po' di confusione: mi sembra che lo strumento tecnologico sia sopravvalutato e si insista troppo su questo o quel tool, quasi si cercasse il premio per il giocattolo più bello. Evidentemente, la tecnologia gioca un ruolo importante, però deve essere utilizzata all'interno di un progetto. Allora, come si fa a dire, in assoluto, "i blog e i wiki non sono buoni tool per la costruzione della conoscenza"? In quale contesto? Sotto quali condizioni? Nel nostro caso, LTEver è principalmente un blog, e trovo che, anche se ancora in fase iniziale, serva allo sccopo di condividere la conoscenza di una (ancora) piccola comunità. Un wiki avrebbe funzionato altrettanto bene? In questo caso non credo, perchè la nostra comunità non ha un progetto comune da realizzare. In un altro contesto è possibile che le situazioni si potrebbero rovesciare, in altri ancora, probabilmente nè blog nè wiki sarebbero strumenti idonei. Nello stesso post si legge "il blog sono spazi personali". Non sono d'accordo: il blog è uno spazio sociale: anche quando non è aperto ai commenti si tratta comunque di una forma di comunicazione sociale: posso comunque attivare una discussione, citando e inserendo un link in un altro blog.. Il web 2.0 mette a disposizione ormai una ricca (anche troppo..) offerta di tool in rete, è necessario scegliere quelli più idonei di volta in volta. Credo che la cosa realmente importante è che questi strumenti non sono più personali: il fatto di essere disponibili sul web li rende inevitabilmente sociali. E' questa la novità.
Parole chiave: blog, flosse posse, wiki
Telegrafico: segnalo questo post di Sergio Maistrello, che trovo veramente bello. Vale la pena di leggere anche i commenti e magari di commentare un po' tra noi...
Parole chiave: digital natives, maistrello, scuola
Poco male, potete sempre leggere la serie (ben 10 post!!) dei resoconti di Gianni Marconato, arricchiti da commenti, certo personali, ma sempre acuti e precisi. Buona lettura...
Leggo il resoconto degli incontri con i personaggi del Risorgimento in Second Life, organizzati da Repubblica, come evento collaterale al lancio di una enciclopedia dedicata a quel periodo storico. Pare che "abbiano parlato di precariato con Garibaldi" e che la serata sia finita in discoteca dove "Mazzini si è scatenato" e Anita si è presentata tutta in viola... Mah!
Parole chiave: Repubblica, Risorgimento, Second Life
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