Maria Grazia Fiore :: Archivi del blog

ottobre 2007

ottobre 15, 2007

...e questo cos'è, direte voi? :-)

No, voglio dire che ho aperto un blog come quelli di cui si parla in Blog-grafie (appena finisco di leggerlo ve lo recensisco), con una valenza (almeno nelle intenzioni) "diaristica" perché voglio capire meglio...

Sì, non è certo uno di quelli fighissimi in Wordpress, con le nuvolette, migliaia di bottoncini, widgets vari, tag di vario tipo ma non volevo concentrarmi sullo strumento.

Vorrei cercare di capire il lato nascosto del desiderio di scrivere "nella pubblica piazza" :-).

E io, per capire, devo per forza attraversare il processo.

Per ora è ancora una stanzetta chiusa perché... sto pensando.

Magari, tra qualche giorno, vi invito a visitarlo. E, cmq, nel frattempo vi ringrazio per l'assistenza indiretta che mi avete dato attraverso i vostri blog esterni ad LTEver (un po' dei quali già presenti nel blogroll :). 

A proposito: c'è qualche anima buona che mi fa capire meglio l'utilizzo di Technorati? 

A presto 

Parole chiave: blog-grafie, Technorati

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ottobre 16, 2007

Ne "La parte abitata della Rete" di Sergio Maistrello [pp.18-19], viene citato uno studio del 1999 condotto da Compaq, Altavista ed IBM su 200 milioni di nodi, che ha dato vita alla teoria secondo cui la topografia di Internet avrebbe la conformazione di farfalla (da cui la denominazione anche di "teoria del papillon"), suddivisa in 4 continenti, caratterizzati da un diverso grado di interconnessione. [continua]

Speculum Maius per LTEver ;-)

Parole chiave: blogosfera, teoria del papillon, topografia della rete

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ottobre 18, 2007

http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/NjpE/~3/171672476/un-pesce- Ebbene sì. Certe volte mi sento un pesce fuor d'acqua....

Quando? Mah, sicuramente quando il mio umore è sul grigiolino.

Perché? Perché nonostante tutti i paroloni che si sprecano sulla complessità, sulla transdisciplinarità, sulla necessità di superamento e di fecondazione reciproca dei tradizionali ambiti in cui è suddiviso in realtà... pochi si sforzano di mettere il naso al di fuori dei territori del sapere che sono loro familiari.

Io sono invece una che ficca fin troppo il naso nelle lande sconosciute. Ti permettono di cambiare il tuo punto di vista e guardare l'oggetto del tuo studio in una luce totalmente nuova. Così lo capisci meglio.

Prendiamo, ad esempio, Albert O. Hirschmann.

Un elemento cardine del suo pensiero è quella che egli definisce la prospettiva exit/voice, che getta "un ponte" tra la sfera politica e quella economica.

Secondo gli economisti classici, l'homo oeconomicus è quello che agisce sempre in nome della massimizzazione dell'utilità individuale. Dunque, se una scelta non lo porta ad il massimo profitto per sè allora la abbandona (opzione exit) per cercare un'alternativa che glielo garantisca.

Questo in un mercato a concorrenza perfetta, ipotizzando che egli abbia tutte le necessarie informazioni, ecc. ecc.

Ma l'homo oeconomicus è quello che Weber definirebbe un idealtipo, cioè un modello di lavoro per lo scienziato sociale che non ha un corrispondente nella realtà.

Nella realtà, dice Hirschmann, gli uomini fanno scelte che talvolta non portano loro alcuna utilità o che possono addirittura danneggiarli solo perché rispondono ad un ideale. Oppure, se qualcosa non funziona, possono decidere di utilizzare l'opzione voice per cercare di cambiare le cose che non vanno invece di abbandonarle a se stesse.

Per riportare il tutto al punto di partenza, mi chiedo quando qualcuno aprirà veramente un collegamento tra la tecnologia e la riflessione sul suo utilizzo.

Gli umanisti (che si interessano dell'argomento, ovviamente, perché gli altri rimangono arroccati nella loro torre d'avorio ben protetta) si sforzano di padroneggiare ciò che, inizialmente, non faceva parte del loro background ma l'homo informaticus resiste maggiormente a farsi coinvolgere dall'aspetto più nascosto del tutto, quale ad esempio, la comprensione delle "resistenze" allo strumento.

E così c'è gente che continua a fare "corsi base" senza imparare niente. E senza che nessuno si chieda il perché.

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ottobre 20, 2007

http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/NjpE/~3/172555751/sulle-lib Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali

Art. 10 Libertà di espressione

1. Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà
d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera. Il presente articolo noti impedisce che gli Stati sottopongano a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione.

2. L’esercizio di queste libertà, comportando doveri e responsabilità, può essere sottoposto a determinate formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni previste dalla legge e costituenti misure necessarie in una società democratica, per la sicurezza nazionale, l’integrità territoriale o l’ordine pubblico, la prevenzione dei reati, la protezione della salute e della morale, la protezione della reputazione o dei diritti altrui, o per impedire la divulgazione di informazioni confidenziali o per garantire l’autorità e la imparzialità del potere giudiziario.

E non mi pare che questo ennesimo autogol del governo in carica voglia salvaguardare la società democratica quanto piuttosto controllarla.

Per saperne di più e reagire:

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ottobre 21, 2007

http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/NjpE/~3/172798302/oops-ci-s

... ecco che dice Paolo Gentiloni sul suo blog, ripreso immantinente da Repubblica.

Le giustificazioni date sono veramente sconcertanti, come fa notare Andrea Maselli commentando "la pezza a colore" di Gentiloni.

 

La cosa è già stata notata da molti altri prima di me, ma io sono ancora qui a domandarmi come sia possibile, per un Ministro della Repubblica, arrivare a dire le cose che leggo ora sul suo post.

Lei dice che "pensava" che la legge sull'editoria contenesse determinate cose... "Pensava", voglio dire... ma si rende conto di cosa significa per un cittadino sapere che il ministro competente in una determinata materia NON SA cosa contiene una legge che ha votato e che è di sua stretta competenza??

E se non ha controllato un testo di legge "parola per parola" come lo ha controllato? A spanne? Una frase ogni cinque? Una riga sì e una no? Il solo titolo?

 

Meditate, gente, meditate...

Parole chiave: internet tax

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ottobre 24, 2007

ottobre 26, 2007

ottobre 30, 2007

ottobre 31, 2007

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