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        <title><![CDATA[Lorenz : Blog]]></title>
        <description><![CDATA[Il blog per Lorenz, ospitato da LTEver.]]></description>
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            <title><![CDATA[Bolle di sapone tele-guidate]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Dec 2008 23:32:50 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/12/13/bolle-di-sapone-tele-guidate/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/12/13/bolle-di-sapone-te</a></span> <p>Scrivo meno in questo periodo. Diversi cambiamenti, città, lavoro - ma non settore -, hanno reso un po più complicato aggiornare il blog. Non ho però smesso di leggere e su <a href="http://elearnit.wordpress.com/2008/11/28/strumenti-e-tecniche-del-rapid-e-learning/">Elearnit</a> ( un saluto a Max e ad Alberto) leggo che Kineo ha pubblicato una presentazione sul rapid learning. </p><br />
<p>Niente da dire, Kineo ci sa fare e la presentazione - molto chiara - offre anche un paio di immagini veramente suggestive, prima tra tutte quella progettazione rapid e-learning&nbsp; in grado di cambiare rotta durante il processo di sviluppo, come un missile teleguidato, così da centrare in pieno l&#8217;obiettivo formativo del corso.</p><br />
<p>Ma di metafore ce ne sono tante in giro. E i missili perdono il confronto contro le semplici, innocue bolle di sapone, evocate in <a href="http://donaldclarkplanb.blogspot.com/2008/11/rapid-tools-more-bubble-machine-than.html">questo post</a> di Donald Clark, che descrive il mercato degli strumenti rapid e-learning. Un mercato che ha avuto un&#8217;espansione enorme negli ultimi anni. Tanti strumenti, probabilmente troppi, che probabilmente faranno la stessa fine degli innumerevoli LMS creati fino a qualche anno fa. Destinati a esplodere come - appunto- tante bolle di sapone.</p><br />
<p>PS:</p><br />
<p>Donald Clark parla anche del modello Rapid e-learning adottato da Kineo. Ed è un modello molto interessante: </p><br />
<blockquote><p>Some realise that the best solution is to simply make stuff. Sell on the illusion that’s it’s a quick DIY solution, then do it for them.</p><br />
</blockquote><br />
<p>Curiosamente, è un modello impiegato anche qui in Italia, dove una nota azienda e-learning vendeva insieme ai corsi e-learning il software per poterli modificare. Un&#8217;illusione allettante al momento dell&#8217;acquisto, ma che poi nei fatti, il cliente non avrebbe mai applicato. Insomma tanto marketing, poco e-learning.</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Bollito misto]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1799.html</link>
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            <pubDate>Mon, 24 Nov 2008 12:47:47 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/24/bollito-misto/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/24/bollito-misto/</a></span> <p><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/wp-admin/Immaginate un pentolone Pieno d'acqua fredda nella quale nuota tranquillamente una rana.">Immaginate un pentolone pieno d&#8217;acqua fredda nella quale nuota tranquillamente una rana.</a></p><br />
<p>Controindicazioni:</p><br />
<p>Si può applicare un pò a tutto. Politica, macelli targati G8, tagli alla scuola, didattica e Learning object.</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Ancora sull’ università…]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1756.html</link>
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            <pubDate>Tue, 11 Nov 2008 22:11:01 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/12/ancora-sull-universit/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/12/ancora-sull-univer</a></span> <blockquote><p>ma perché tutti devono andare all&#8217;Università? C&#8217;è chi proprio non è tagliato per studi superiori (che difatti si sono «abbassati» per accoglierlo). Nemmeno è vero, poi, che il lavoro «terziario » dia più felicità. Anzi. Più si moltiplicano gli attestati cartacei che creano alte aspettative, e più creiamo legioni di scontenti senza lavoro, o costretti a un lavoro che considerano indegno del loro rango.</p><br />
<p>Giovanni Sartori - Corriere della sera - Via <a href="http://agatimario.blogspot.com/2008/11/le-malattie-della-scuola.html">Agatimario</a></p><br />
</blockquote>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Direzioni da cambiare]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1739.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1739.html</guid>
            <pubDate>Mon, 03 Nov 2008 22:33:09 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/04/direzioni-da-cambiare/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/11/04/direzioni-da-cambi</a></span> <p>Giorni di riforme senza senso, manifestazioni oceaniche, interessi di parte, rivendicazioni illuse contro un futuro sempre più incerto. Eppure, l&#8217;impressione è che tra breve rimarrà ben poco, il vociare confuso lascerà&nbsp; spazio ai soliti - altri- problemi. Prima di tornarci, meglio trattenere un pensiero: </p><br />
<blockquote><p>&#8230; L’OCSE ha individuato da molti anni nella scuola uno dei principali settori in cui tagliare la spesa pubblica, sulla base di un ragionamento molto semplice: i sistemi scolastici attuali producono troppe persone qualificate rispetto a quelle che sono le esigenze delle moderne società di mercato</p><br />
<p>&#8230; Infatti a cominciare dagli anni settanta, dopo due decenni di crescita, la percentuale di lavori qualificati si è stabilizzata, mentre la scolarità superiore continuava a espandersi.</p><br />
<p>&#8230;Allora viene suggerita una politica che apparentemente affermi una volontà di riforma della scuola, ma che nella sostanza tagli i fondi e lentamente dequalifichi la didattica e trasformi la maggioranza delle scuole in immensi oratori mal gestiti.</p><br />
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/10/06/la-scuola-per-tutti-non-serve-piu%E2%80%99/">Nazione Indiana</a> via -l&#8217;immancabile- <a href="http://aggiornamento.splinder.com/post/18928966/La+scuola+per+tutti+non+serve+">blog nella didattica</a></p><br />
</blockquote><br />
<p>Meglio essere consapevoli, alle prossime proteste, di quanto sia radicale il problema, di quanto sia permanente, di quale sia la sua vera entità.</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Previsioni meteo]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1620.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1620.html</guid>
            <pubDate>Mon, 22 Sep 2008 18:49:21 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/22/previsioni-meteo/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/22/previsioni-meteo/</a></span> <blockquote><p>Commentare un blog con il quale si è in disaccordo è ritenuto persino insensato; ma se per esempio non siete d’accordo con Ito, è molto più sicuro postare le osservazioni sul vostro blog – “ti ho bloggato” – ma la possibilità che qualcuno come Ito possa rispondere è prossima allo zero. Ecco il limite dei blog. Molti blog eliminano del tutto la possibilità di rispondere, in particolare i diari delle celebrità e i blog degli amministratori delegati, scritti e gestiti da redattori professionisti.</p><br />
<p><a href="http://intranetmanagement.splinder.com/post/18469115/Geert+Lovink+e+i+blog%0D%0AForse+v">Giacomo mason riporta il libro Zero comments</a> via <a title="http://aggiornamento.splinder.com" href="http://aggiornamento.splinder.com">http://aggiornamento.splinder.com</a></p><br />
</blockquote><br />
<blockquote><p>Le persone cambiano, mutano interessi, talvolta si dedicano ad altro. Qualche sera fa parlavo con Giuseppe Granieri la cui attivita&#8217; di blogger e&#8217; andata ampiamente riducendosi in questi anni. Nel suo entusiasmo di cui mi diceva per le cose nuove che si possono fare &#8220;altrove in rete&#8221; io vedo solo segnali positivi, ben diversi dalla descrizione della Caporetto attualmente in corso.</p><br />
<p><a href="http://www.mantellini.it/2008_09_01_archive.html#1475710780054100942">Mantellini e le nicchie</a></p><br />
</blockquote><br />
<p>E l&#8217;elearning? Twitter? Tutti gli altri strumenti? Chissà&#8230;</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Ma avanti dove?]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1581.html</link>
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            <pubDate>Mon, 15 Sep 2008 22:02:10 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/16/ma-avanti-dove/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/16/ma-avanti-dove/</a></span> <p><a href="http://www.garamond.it/blog/index.php/2008/09/11/una-proposta-innovativa-per-la-scuola/">A me non sembra tanto intelligente:</a></p><br />
<ul><br />
<li>far pagare i libri scolastici a chi compra un computer o un cellulare. O attiva una connessione Internet. Perchè non un altro settore ? (tipo le partite di calcio: io non le seguo&#8230;)</li><br />
<li>pensare di risparmiare pagando i computer invece dei libri di testo</li><br />
<li>non accennare nemmeno alle disparità che si potrebbero verificare tra gli studenti (il mio computer si accende dopo 10 minuti, non ho MS Office, mi manca il dizionario di inglese&#8230;)</li><br />
<li>non accennare nemmeno alla questione didattica (ma lo facciamo solo per risparmiare?)</li><br />
</ul><br />
<p>Ma forse la proposta qualche lato interessante ce l&#8217;ha. Magari in questo modo molti insegnanti si accorgono che esistono le <a href="http://www.oercommons.org/">Open Education Resources</a>, risorse didattiche gratuite che possono migliorare grazie al lavoro di tutti. Così non comprano più i libri dagli editori.</p><br />
<p>Chi è causa del proprio mal&#8230;.</p><br />
<p>PS</p><br />
<p>Se dovesse passare la proposta consiglio di iniziare da <a href="http://en.wikibooks.org/wiki/Wikijunior:World_at_work">Wikijunior:World at work</a>, un affascinante viaggio tra i lavoratori del mondo. <img src='http://lorenz77.altervista.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Edere e boschi]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1582.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1582.html</guid>
            <pubDate>Fri, 12 Sep 2008 23:53:11 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/13/edere-e-boschi/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/13/edere-e-boschi/</a></span> <p>Non mi sono iscritto a <a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/07/buon-cck08-a-tutti/">CCK08</a>, perchè onestamente non mi sembrava di avere tempo. Pensavo ad un rientro dalle ferie - brevissime tra l&#8217;altro- drammatico. E poi sono anche un pò allergico  alle iscrizioni e agli impegni che esse comportano. Mi angustia, l&#8217;idea di non poterli rispettare. Comunque, <a href="http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/680.html">memore del corso precedente</a> - a cui ovviamente non mi ero iscritto - so che anche se non ti iscrivi, qualcosa lo puoi sempre fare, a seconda di impegni ed interessi. Questo un -brevissimo - contributo alla week one.</p><br />
<p style="text-align: center;">***</p><br />
<p>Ho sempre immaginato l&#8217;apprendimento come ad una pianta. Più in particolare, come un&#8217;edera, che cresce cercando gli appigli attorno a se: più appigli ci sono più la pianta è solida, più può continuare a crescere. Così, leggendo questo post - <a href="http://christytucker.wordpress.com/2008/09/07/does-learning-grow-or-is-it-built/">Does learning Grow or is it build?</a> - non posso fare a meno di piegare verso la prima ipotesi.</p><br />
<p>Tuttavia, non avevo mai pensato come questa metafora potesse uscire dalla sfera personale - io, il mio apprendimento - e riversarsi all&#8217;esterno - le persone che conosco, il mio network -. Improvvisamente mi è più chiaro il isignificato della parola &#8220;connectivism&#8221;, e inizio ad immaginare quali prospettive potrebbe avere.</p><br />
<p style="padding-left: 30px;">If you’re connecting it to existing knowledge, isn’t that sort of like a new branch growing from an existing tree?</p><br />
<p>Penso: come sono arrivato a tutto questo? Forse ci sono arrivato proprio come ne ha parlato Andreas, <a href="http://iamarf.wordpress.com/2008/09/11/cck08-letso-go-for-a-walk-in-a-wood-and-relax/#comment-878">passeggiando in mezzo al bosco</a>. Bravo Andreas, un immagine veramente bellissima!</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Buon CCK08 a tutti!]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1566.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1566.html</guid>
            <pubDate>Sun, 07 Sep 2008 10:55:16 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/07/buon-cck08-a-tutti/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/09/07/buon-cck08-a-tutti</a></span> <p>Dopo la prima settimana di riscaldamento, lunedì parte il corso <strong>&#8220;</strong><a href="http://ltc.umanitoba.ca/connectivism/"><strong>Connectivism &amp; connective knowledge</strong></a><strong>&#8220;. </strong>1400 partecipanti da tutto il mondo, completamente gratuito, diretto da <a href="http://www.elearnspace.org/"><strong>George Siemens</strong></a><strong> </strong>e <a href="http://www.downes.ca/"><strong>Stephen Downes</strong></a>: nel suo genere, un evento unico ed eccezionale, di sicuro da ricordare. Anche l&#8217;Italia sarà presente: una <a href="http://www.lte-unifi.net/elgg/cck08/"><strong>delegazione della community Ltever</strong></a><strong> </strong>ci terrà aggiornati sul procedere del corso: buon lavoro ragazzi!</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[E tu quali applicazioni utilizzi?]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1547.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1547.html</guid>
            <pubDate>Fri, 29 Aug 2008 12:19:22 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/29/e-tu-quali-applicazioni-utilizzi/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/29/e-tu-quali-applica</a></span> <p class="MsoNormal">Dopo l&#8217;elenco di Zaidlearn, anche Stephen Downes ha stilato la lista di applicativi che utilizza. O forse sarebbe meglio dire non utilizza, visto che <strong>critica la maggior parte delle applicazioni oggi più diffuse</strong>. Da Gmail fino a Delicious, con in mezzo Google Reader, Ning e Moodle, nessuno viene risparmiato.</p><br />
<p class="MsoNormal"><strong>I motivi?</strong></p><br />
<p class="MsoNormal">Vari e eterogenei, anche se in linea generale traspare una certa diffidenza nell’affidarsi a servizi terzi, <strong>gestiti da aziende i cui interessi potrebbero prima o poi contrastare con quelli dell’utente</strong>.</p><br />
<p class="MsoNormal">Certo, seguire le idee di Downes è difficile, se non impossibile per la maggior parte degli utenti. E non potrebbe essere altrimenti: lui, i software se li programma da solo. Ma qualche ragione ce l’ha, e personalmente mi vengono i brividi a pensare allo <strong>strapotere di google, </strong>che controlla molti degli applicativi che utilizzo tutti i giorni.</p><br />
<p class="MsoNormal">PS:</p><br />
<p class="MsoNormal">Ironico il motivo che giustifica il non utilizzo di Moodle: “Non sono una persona da LMS”</p><br />
<p>Link:</p><br />
<ul><br />
<li><a href="http://halfanhour.blogspot.com/2008/08/my-take-on-top-25.html">My Take on the Top 25 </a>- La lista di Stephen Downes</li><br />
<li><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/20/apprendere-online/">101 Free Learning Tool</a> - La lista di Zaid Learn</li><br />
</ul>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Cathy Moore e i Learning Object: una video intervista]]></title>
            <link>http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1521.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.lte-unifi.net/elgg/Lorenz/weblog/1521.html</guid>
            <pubDate>Fri, 22 Aug 2008 13:20:46 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><span class="blog_post_source"><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/22/cathy-moore-e-i-learning-object-una-video-intervista/">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/08/22/cathy-moore-e-i-le</a></span> <p><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/image28.png"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="184" alt="image" src="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/image-thumb27.png" width="182" align="right" border="0"></a><strong>Come migliorare la progettazione dei corsi e-learning.</strong> Questo il tema della video intervista di Clive Shepard a Cathy Moore. E i suoi non sono di certo consigli da poco: il blog di Cathy, Making Change, è sicuramente uno dei blog più interessanti che riguardano la progettazione di courseware e Learning Object,una boccata d&#8217;aria fresca in un panorama rigido e stantio come quello dell&#8217;elearning per le aziende. In modo coinvolgente e originale, Cathy mostra come utilizzare in modo corretto learning object e courseware, indicando diversi principi e regole da rispettare.<br />
<p>Ma quali sono questi principi? Rispetto al blog, la video intervista ha il vantaggio di affrontarli in modo organico e sistematico. Vediamo in sintesi i più importanti.<br />
<p><strong>1. LMS: questo è il problema</strong> </p><br />
<p>Chissà, forse molti storceranno il naso di fronte a questa osservazione. Ma&nbsp; Cathy risolve la questione con una metafora azzeccata (e divertente): </p><br />
<blockquote><p>if you have a hammer everything start looking like a nail</p><br />
<p>if you have a LMS every solution start looking like should be a course </p><br />
</blockquote><br />
<p>Già, perchè rispetto al solito corso, spesso è più utile un sito web di supporto, uno spazio nella intranet aziendale, un&#8217;email o un workshop.<br />
<p><strong>2. Distinguere le informazioni.</strong><br />
<p>Ci sono informazioni e informazioni: non tutte devono essere inserite all&#8217;interno del corso. Meglio limitare il corso alle informazioni essenziali, rendendolo così più efficace. Le altre, possono essere contenute nella intranet aziendale, in modo da poter essere consultate in modo rapido e sicuro, magari all&#8217;interno dell&#8217;intranet aziendale. Stranamente questa idea è poco gradita a responsabili e committenti.<br />
<p><strong>3. Dare più fiducia agli utenti. </strong><br />
<p>Continuando il punto precedente, spesso, dopo aver inserito tutte le informazioni immaginabili, si blocca la navigazione del corso, così da costringere gli utenti a seguire l&#8217;intero corso. Annoiando ancora di più chi apprende. Incisiva l&#8217;idea di Cathy:<br /><br />
<blockquote><br />
<p>better learner are smart</p><br />
</blockquote><br />
<p>Formare del resto, non significa programmare il cervello di chi apprende.<br />
<p>&nbsp;<br />
<p><strong>Per saperne di più</strong>:<br />
<ul><br />
<li>La <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=B95B939DE0F56647">video intervista a Cathy Moore</a><br />Divisa in 10 filmati, ciascuno della durata di un paio di minuti. Veramente comoda.<br />
<li><a href="http://blog.cathy-moore.com/">Il blog Making Change.</a><br />Da visitare, se non lo conoscete.<br />
<li><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/06/02/rapid-e-learning-blog/">La video intervista a Tom Kuhlmann</a><br />Clive Shepard sta intervistando diverse personalità nel panorama e-learning. In questo articolo viene sintetizzata l&#8217;intervista a Tom Kuhlmann,, autore del celebre Rapid Learning Blog.<br />
<li><a href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/tag/cathy-moore/">Vari articoli su Cathy Moore.</a><br />Un paio di articoli scritti un po di tempo fa, su Cathy Moore e i suoi lavori.</li><br />
</ul>]]></description>
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