Studente atipico: da diverse settimane tento di seguire il corso open ed, ma con scarso successo. Questa settimana, dove non c'erano testi da leggere, ma "solo" siti da visitare, provo anch'io a scrivere qualcosa. Ho trovato molto interessanti le analisi del gruppo LTE -bravi!!- ed in particolare l'aspetto che avete evidenziato: l'assenza di forum o gruppi di discussione, che poteva rendere più significativo l'apprendimento -e la ricerca/rivisitazione/modifica e creazione dei materiali-. Utilissima la griglia che avete creato.
Non ho risposto alle domande del corso, nè ho fatto un'analisi dettagliata dei diversi siti. In maniera simile ad Alessandro, ho adottato il punto di vista di uno studente, e ho iniziato a cercare dei corsi che potessero interessarmi. Una volta trovati, ho osservato le scelte didattiche prese, tentando di valutare i pro e i contro delle scelte.
Dopo diverso vagabondare, alla fine mi sono fermato sul sito della Open University. Qui ho trovato dei corsi che mi potevano interessare, svolti in maniera chiara, e con una progettazione didattica efficace. Lo stile comunicativo semplice, diretto (tu devi, prova a ect.) e coinvolgente mi ha convinto a seguire i corsi. La scelta di favorire la riflessione, introducendo dei semplici elementi interattivi nelle pagine (es. fai clic per vedere la spiegazione) mi ha permesso di capire meglio gli argomenti spiegati, e di ragionarci sopra. I forum, almeno nei corsi che ho visitato, sono attivi e ho trovato diverse discussioni interessanti.
Gli altri siti invece mi hanno convinto poco:
- nel MIT troppi pdf da leggere e corsi complessi ed impegnativi m'ha fatto desistere
- il National Repository l'ho trovato noioso: ascoltare una voce che parla, e guardare animazioni in sincro non è facile per una persona che non un'ottima conoscenza della lingua inglese (ma anche avendocela, c'è il rischio di addormentarsi)
- il portale UNESCO, che probabilmente meritava maggiore attenzione, l'ho trovato disorientante; troppe risorse, molto eterogenee, mi impedisce di avere un'idea globale di ciò che offre,
Un giudizio neutro invece sugli altri due portali: Connexions, è sicuramente molto interessante,ma cmq un pò disorientante. Anche il Carnegie Mellon Open Learning Initiative, è molto interessante, soprattutto dopo aver visto questa intro, purtroppo gli argomenti sono limitati e non erano di mio interesse.
OER: in generale penso, che per sviluppare delle buone risorse didatiche, facilmente riutilizzabili, modificabili ect., sia necessario limitare la multimedialità e l'interattività di un corso. Trovo più interessante ascoltare un mp3, creato con una funzione specifica e senza troppe pretese (come quello di Alessandro ;)- ) che un corso con animazioni e audio tipo WBT -una volta creato immodificabile e molto costoso-. Le scelte della OU riguardo all'interattività sono probabilmente le migliori ed hanno il miglior rapporto difficoltà di creazione/efficacia didattica. Tra l'altro, questo tipo di interazione, è molto simile a quella offerta da EXE ed è presente anche in alcune pagine di Connexions.
Parole chiave: open education
Inserito da Lorenz |

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Commenti
Bravo Lorenz!
Per me, il migliore dei post della week 5 (e non perchè è scritto in italiano :-))
Naturalmente, la tua è una valutazione personale. Posso immaginache ad esempio che uno studente di ingegneria madrelingua inglese troverebbe probabilmente utili materiali di altissima qualità tra le risorse MIT-OCW...
Concordo sull'UNESCO: il livello di usabilità del sito è prossimo allo zero!
E' forse interessante notare come, pur essendo tutti finanziati dalla stessa fonte, questa onnipresente Hewlett Foundation, queste iniziative abbiano in buona sostanza esplorato diversi approcci per le risorse: corsi interi per OCW, multimedialità WBT per NR e Carnegie, learning object per Connexions, comunità per OU. Un mix anche di contributi istituzionali e "popolari".
Forse anche loro stessi sono alla ricerca della soluzione migliore o, comunque, ritengono opportuno proporre modalità diversificate. Mi sembra, aldilà del gradimento per l'una o l'altra, una buona politica, no?